Ribera: Il sindaco minaccia di chiudere gli oleifici se il fiume Magazzolo tornerà inquinato

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Il sindaco di Ribera Carmelo Pace è determinato e minaccia di chiudere temporaneamente tutti frantoi del territorio fino a quando le acque del fiume Magazzolo non torneranno limpide e salubri. “Sono fortemente indignato della presenza degli scarichi oleari di qualche frantoio nell’alveo del fiume che è diventato nero – precisa il primo cittadino riberese al microfono di Stefania Petyx, inviata a Ribera di Striscia la Notizia di Canale 5 – perché qualche giorno prima del triste evento, per fare opera di prevenzione, ho riunito tutti, dalle istituzioni ai frantoiani, con l’invito ad avere rispetto dell’ambiente, non sversando le acque degli impianti di molitura nel fiume Magazzolo. Se l’episodio si dovesse ripresentare, farò chiudere i frantoi fino a quando le acque del fiume non torneranno limpide”.
Fin quì è il chiaro messaggio del sindaco Pace, ma è più esplicito Claudio Lombardo, il responsabile provinciale di Mareamico che ha più volte sollevato negli anni il problema e che punta il dito contro gli oleifici locali che macinano le olive. “Oggi smaltire l’acqua vegetale costa parecchio – afferma l’ambientalista agrigentino – sia con adeguati impianti di depurazione e sia con il trasporto con le autobotti. E’ preferibile, comodo e gratuito buttare l’acqua nel fiume che trasporta le sostanze oleose a mare, con grave pregiudizio per il litorale riberese, a poche decine di metri dalla località balneare di Seccagrande”.
Mareamico afferma che un litro di acqua vegetale buttato via irresponsabilmente nel fiume o a mare inquina almeno quanti altri 200 litri di liquami provenienti dalle fognature urbane. Gli impianti oggi sono sotto osservazione, il territorio è controllato dai carabinieri e dalla polizia provinciale e sul corso del fiume in questi giorni ha volteggiato a bassa quota l’elicottero dell’Arma.
C’è attesa da parte delle istituzioni dal responso delle analisi fatte sui prelievi dei campioni di acqua tratti dai torrenti e dal corso del fiume. La pioggia dopo il 15 gennaio ha lavato le scorie, ma le acque del fiume hanno cambiato di colore e sono passate dal nero al grigio. L’associazione ambientalista agrigentina ha immagini, foto e filmati fatti con il drone. C’è da dire, infine, che la campagna di raccolta delle olive quest’anno è giunta quasi al capolinea perché la produzione olivicola ha avuto un calo di oltre il 50 per cento.