Quella di lunedì sarà una data che rimarrà indelebile nella memoria di ben 60 famiglie riberesi perché ad Agrigento sarà firmato il contratto di appalto per la ricostruzione delle dieci palazzine di case popolari. A rendere nota la “fatidica” data è stato il sindaco Carmelo Pace. “Lunedì sarò presente nella sede agrigentina dell’IACP – ha precisato il primo cittadino riberese – per vedere finalmente ultimato l’iter burocratico dell’appalto dell’opera pubblica che va avanti da almeno due anni. Le famiglie, invece, da oltre cinque anni aspettano la demolizione delle vecchie case e la ricostruzione delle nuove. Abbiamo incontrato purtroppo tutte le pastoie burocratiche possibili. Siamo all’epilogo, anche se bisognerà prestare attenzione ai tempi dell’inizio dei lavori e della ricostruzione finale degli alloggi popolari”.
Dovrebbe essere la fine della telenovela che ha visto 60 nuclei familiari restare in attesa, in case prese in locazione, dal 2013 e che ha fatto registrare, per evitare disordini pubblici, perfino l’intervento del prefetto di Agrigento Dario Caputo che ha avuto diversi incontri nella città dei templi con i dirigenti dell’Iacp e a Palermo con i funzionari della Regione Siciliana. Alla vigilia della riunione agrigentina, tutti sperano che non si registrino più intoppi e che la ditta appaltatrice dell’opera pubblica, un consorzio di imprese catanesi, possa iniziare regolarmente i lavori entro i due mesi previsti dal capitolato di appalto.
Il comune di Ribera è arrivato all’epilogo finanziario perché non più in condizione, con le proprie casse, di pagare l’affitto mensile alle 60 famiglie sloggiate dalle palazzine di Largo Martiri di Via Fani. Si tratta di una spesa complessiva di 15 mila euro al mese per un totale annuo di 180 mila euro. Si calcola sommariamente che l’ente locale riberese nel quinquennio abbia sborsato qualcosa come un milione di euro di denaro pubblico, a fronte di promesse finanziare non mantenute dalla Regione Siciliana.





