E’ scomparso a Roma Pierluigi Pirandello, avvocato, nipote del drammaturgo agrigentino. Aveva sposato la riberese Giovanna Carlino

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E’ deceduto a Roma, nella sua abitazione di via Scialoja, Pier Luigi Pirandello, nipote di Luigi, scrittore e drammaturgo, Premio Nobel per la letteratura. I funerali si sono svolti nella capitale ieri mattina. Il prossimo 5 agosto avrebbe compiuto 90 anni. Pierluigi, di professione avvocato, era un mecenate della cultura e del teatro in particolare. Aveva creato un piccolo teatro con tanto di palcoscenico nella sua bella casa romana, sul lungotevere. Veniva spesso a Ribera perché aveva sposato Giovanna Carlino che gli è stata molto vicina nell’organizzazione di tanti eventi romani e nazionali.

Nino Bencivinni, docente in pensione, di Partannna, direttore del periodico “Kleos”, circa 15 anni fa così ha scritto di Pierluigi Pirandello.

“Spaghetti al pescespada, rombi con patate al forno e coniglio al tartufo sono alcuni dei piatti preparati in un ristorante del centro di Roma in occasione del settantatreesimo compleanno che Pierluigi Pirandello, nipote del grande drammaturgo Luigi e figlio del noto pittore Fausto, ha festeggiato il 5 agosto, assieme agli amici più vicini. Festa romana, quest’ anno, a causa di impegni che lo hanno tenuto lontano, suo malgrado, dalla Sicilia nella quale ha felicemente trascorso i suoi ultimi tre compleanni. Nato a Parigi il 5 agosto del 1928 da Fausto Pirandello e da Pompilia D’ Aprile, Pierluigi svolge nella capitale, ormai da prossimo tranquillo pensionato, la professione di avvocato, un’ attività lontana da quella dei suoi illustri familiari ma che per lui è stata quasi una scelta obbligata. «Mia madre – ricorda – mi sgridava ogni volta che mi vedeva in mano il pennello», uno strumento molto usato, oltre che dal padre, pure dal suo illustre nonno, autore, come è noto, anche di numerosi dipinti. L’ attività che, però, Pierluigi conduce con più passione, è soprattutto la presentazioni di libri e di recital di poesie nella sua grande abitazione romana. Lo fa per amore dell’ arte e degli artisti. Un amore, sottolinea lui stesso, che gli è stato trasmesso dal nonno e dal padre. «So quanto gli artisti soffrono prima di affermarsi – dice – e per questo cerco di aiutarli presentando le loro opere negli incontri che organizzo a casa mia». In quest’ attività è coadiuvato dalla moglie siciliana, Giovanna Carlino, che ha sposato in seconde nozze nel 1995, più giovane di ventiquattro anni e originaria di Ribera in provincia di Agrigento, la città natale di Luigi Pirandello. Dell’ illustre nonno, Pierluigi ha pochi ricordi e tutti legati al breve periodo dell’ estate del 1936, l’ ultima della vita del grande drammaturgo, che «era sempre in giro con le compagnie teatrali», ci dice facendo capire quanto gli pesava la sua assenza. «La mattina – afferma Pierluigi – il nonno scriveva con la sua macchina da scrivere ed il pomeriggio dipingeva con mio padre col quale parlava spesso di pittura ed io facevo talora da modello. Conservo ancora un ritratto che mi fece mio nonno per impedirmi di andare a fare il bagno nel fiume Aniene le cui acque sono pericolose». Pierluigi ama leggere spesso opere di scrittori siciliani fra i quali preferisce Brancati, Sciascia, Bufalino e Camilleri che costituiscono – sottolinea – «un vanto per la Sicilia». In particolare Pierluigi ricorda Sciascia, conosciuto a Milano a casa del giornalista Matteo Collura. «Quando ci salutammo, dopo aver conversato a lungo, Sciascia mi disse di dargli del tu – ricorda – io risposi di sì a condizione di potere continuare a chiamarlo “maestro”. Egli allora disse che molti lo chiamavano “maestro” perché era stato insegnante di scuola elementare».
ANTONINO BENCIVINNI