Ribera: Non sarà dato in affidamento il figlio di Daniela Musso, la giovane madre malata

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Oggi per Daniela Musso, la giovane riberese, residente con la famiglia nell’hinterland milanese, è stata una giornata felicissima perché il giudice del tribunale di Milano non ha dato in affidamento ad una famiglia il bambino piccolo della famiglia Musso, oggi ospite, con il fratellino più grande, in una casa famiglia. A parlare della nuova situazione è stata ieri, con una comunicazione in video sul profilo personale di facebook della giovane madre, una parente che ha annunciato come il tribunale milanese nella prima udienza di ieri mattina ha preso tempo, ha bloccato per il momento il provvedimento di affidamento ad altra famiglia e lascia intravedere buone prospettive per tutta la vicenda che nelle settimane scorse ha interessato tutta la stampa nazionale dalla Lombardia alla Sicilia.
“Siamo grati a tutti – ha detto la parente di Daniela Musso, la donna che, gravemente ammalata, a causa della terapia che sta svolgendo a causa di un tumore che l’ha colpita alcuni mesi fa – perché è andata meglio del previsto, oltre le aspettative. Sono state bloccate le possibili adozioni dei due unici figli piccoli di Daniela, abbiamo trovato un avvocato favoloso che si è fatto ascoltare e abbiamo ottenuto la disponibilità e l’umanità del giudice che ora dovrà valutare meglio la situazione della famiglia”.
Pare che ad influenzare le decisioni del giudice del tribunale sia stata anche l’assistente sociale del Comune di Milano a cui Daniela Musso si era rivolta, con un drammatico appello, per rivedere i suoi figli, ospiti in casa famiglia, e per evitare che con un provvedimento del tribunale venissero affidati in adozione ad un’altra famiglia. Daniela potrà rivedere ed accarezzare nei prossimi giorni i due bambini che certamente soffrono la lontananza dalla famiglia. Quello che era a rischio era il bambino piccolo di 4 anni che poteva essere dato in affidamento.
Il sindaco di Ribera Carmelo Pace, nel clamore nazionale della vicenda, aveva chiesto al sindaco di Milano Giuseppe Sala e all’assessorato milanese dei Servizi Sociali di prendere in considerazione la grave situazione familiare per la quale il marito riberese non aveva lavoro e la madre era costretta a fare delle sedute periodiche di chemioterapia per combattere il terribile male. Al momento ha vinto l’umanità, nel dramma di una famiglia.