Ribera: Le arance biologiche vanno alla conquista dell’Europa – Successo alle fiere in Germania e in Italia al Fai di Milano

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Le arance biologiche del comprensorio geografico di Ribera, nell’Agrigentino, vanno ormai alla conquista dell’Europa, se la presenza del pregiato prodotto agrumario, l’unico nel mondo ad avere la denominazione di origine protetta (Dop) italiana ed europea, è diventata un appuntamento annuale con i più importanti mercati d’Europa, in particolare con le fiere della Germania dove le arance brasiliane e le Washington Navel sono sempre più richieste.
Il presidente del consorzio di tutela Arancia di Ribera Dop, Giuseppe Pasciuta, è tornato da pochi giorni dalla Germania dove gli agrumi agrigentini, in buona parte frutto della coltivazione biologica, hanno confermato il successo degli anni scorsi alla Fruit Logistica di Berlino e alla Biofach di Norimberga dove i consumatori sono orientati ormai verso il prodotto biologico che sta diventando una peculiarità dell’area agrumaria agrigentina che raggruppa ben 14 comuni: Ribera, Sciacca, Menfi, Caltabellotta, Burgio, Villafranca Sicula, Lucca Sicula, Chiusa Sclafani, Calamonaci, Cianciana, Bivona, Cattolica Eraclea, Montallegro e Siculiana. Stesso successo delle arance nei giorni scorsi a Villa Appiani nella manifestazione nazionale del Fai a Milano e anche oggi, nell’ambito sportivo, quando saranno offerte saporite spremute a diverse migliaia di atleti partecipanti alla Maratona delle Terre Verdiane di Salsomaggiore Terme.

Arancia di Ribera DOP - raccolta1 - foto Fotografi Associati
L’arancia bionda di Ribera ha per carta di identità la brasiliana e la Washington Navel che appartengono alle varietà ombelicate e che maturano già a dicembre e si raccolgono sino ad aprile, la navellina che si differenzia per la maggiore precocità in quanto matura già a novembre e si riconosce dalla colorazione della buccia di un arancio più intenso e la vaniglia senza ombelico e senza semi, a bassissima acidità e in grande crescita produttiva.
L’area agrumicola agrigentina può contare su oltre 6.300 ettari collocati nelle vallate dei fiumi Verdura, Magazzolo, Platani e Belice, con la presenza di circa 2.000 produttori e con una produzione lorda vendibile di oltre 120 milioni di chilogrammi. “Il biologico – ci dice Giuseppe Pasciuta, presidente del consorzio di tutela Arancia di Ribera Dop – oggi con oltre 500 ettari di superficie (circa il 10 per cento produttivo) è in forte crescita perché la nostra struttura consortile, che ha delle rigide regole produttive nel disciplinare, valorizza tale linea produttiva in base alle richieste di mercato, è più confacente alle peculiarità del nostro territorio, offre con le arance una maggiore salubrità degli alimenti (il nostro slogan è “buona da bere, buona da mangiare) nel rispetto della salute dei consumatori e indirizza meglio gli agricoltori verso il biologico con sistemi di controllo delle malattie con insetti utili, al posto dei pesticidi dei decenni scorsi, nel rispetto di un territorio più pulito e privo di inquinamenti”.

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A chi chiede oggi quale sia il successo delle arance di Ribera e del crescente prodotto biologico il consorzio di tutela risponde che è l’ambiente geografico complessivo che comprende fattori naturali (clima, acqua, fertilità dei terreni, caratteristiche ambientali) e fattori umani (tecniche di produzione, artigianalità, savoir-faire, imprenditorialità dei coltivatori) che combinati assieme consentono di ottenere un prodotto unico e inimitabile che fa dell’area agrigentina il fiore agrumario all’occhiello della Sicilia.