Ribera: Regione e Stato vogliono chiudere l’ospedale di zona. Le proteste degli onorevoli Ruvolo e Cascio

1152

La decisione di cancellare il nosocomio di Ribera, e altri otto piccoli ospedali siciliani, viene dal fatto che il ministero della Sanità ha deciso che la Sicilia deve tagliare 250 posti letto per cui la scure dell’assessorato alla Salute sarebbe caduta sulle realtà ospedaliere minori presenti su territori fragili e scoperti dalla piena offerta sanitaria.
Il deputato regionale Salvatore Cascio a Palermo ha partecipato ieri mattina alla riunione della VI Commissione Sanità dell’Ars nel corso della quale c’è stata una unanime levata di scudi nei confronti dell’assessore Borsellino.
“L’assessore non ha onorato gli impegni presi con la collettività – ci dice l’on. Salvatore Cascio, componente della Commissione Sanità – deve essere più autoritaria nei confronti del governo centrale. E’ necessario che faccia una oggettiva analisi del territorio e si dimostri disponibile nei confronti delle nostre proposte che perfezioneremo nei prossimi giorni. A Ribera quattro mesi fa aveva annunciato, con il nuovo piano, il potenziamento della struttura ospedaliera che oggi scomparirebbe, quasi una beffa”.
Il deputato regionale Cascio ha annunciato che la commissione Sanità tornerà a riunirsi oggi e domani. “Abbiamo già approntato all’unanimità un documento – afferma l’onorevole riberese – che invita l’assessore a cominciare a rivedere l’offerta sanitaria nelle città metropolitane, che i tagli non devono essere effettuati subito sul piano provinciale, ma su aree sovrastimate, in vista del 31 dicembre 2017 e che va fatta una oggettiva analisi del territorio e della realtà ospedaliere. Chiediamo di tornare al piano condiviso”.
Pesanti critiche sono arrivate dal senatore Giuseppe Ruvolo che parla di scelta scellerata. “Scopro dai giornali che otto ospedali siciliani scompariranno per diventare “ospedali di comunità”. Tra questi sparirà anche l’ospedale di Ribera. Dunque, niente più pronto soccorso, chirurgie generali e tutte le specialità ospedaliere. Se un cittadino domani dovesse avere un’ emergenza dovrà far riferimento all’ospedale di Sciacca, a 25 chilometri di distanza, 20 minuti di macchina…. Troppi per una emergenza sanitaria. La commissione dell’Ars darà parere in merito e spero che si opponga con forza a questa scelta scellerata e vergognosa, concertata in religioso silenzio tra lo Stato e la Regione, otto presidi ospedalieri chiusi vuol dire popolazione senza assistenza. Si deve ripensare quanto meno l’organizzazione del pronto soccorso. Va bene rivedere specialità ospedaliere, ma per le emergenze, mi sembra sin da adesso un sistema che fa acqua”.