Le annunciate trivellazioni nel Canale di Sicilia, delle quali si aspetta soltanto l’autorizzazione governativa alle multinazionali che cercheranno petrolio, quasi a ridosso del litorale agrigentino, sono pericolose per le popolazioni, rappresentano un rischio serio per la flora e la fauna marina e soprattutto possono compromettere il turismo e l’economia. Per tale ragione, è stato auspicato da più parti, dalla deputazione alle forze politiche, ai ricercatori e alle associazioni ambientaliste di iniziare una battaglia, qualcuno l’ha chiamata “guerra”, contro le decisioni assunte dal governo nazionale che, con il beneplacito della Regione Siciliana, si appresta ad autorizzare le concessioni (Vas e Via) che solo il governo Renzi può dare, passando sopra la testa perfino delle regioni a statuto speciale, come la Sicilia, che pare non avrebbe competenza in mare aperto.

Questo è stato il messaggio forte, preciso e immediato venuto fuori dal convegno che, promosso dal “Club Cappelli di Paglia”, lo storico sodalizio riberese del 1943, si è svolto per ben tre ore nella sala consiliare “Frenna” del palazzo comunale, stracolma di curiosi e cittadini interessati. A lanciare il “j’accuse” contro il governo nazionale e regionale, con diversi distinguo, tra i parlamentari di Roma e di Palermo presenti all’incontro, sono stati il senatori Antonio D’Ali e Giuseppe Ruvolo, i deputati regionali Margherita La Rocca e Salvatore Cascio. L’on. Giuseppe Marinello ha inviato un documento che è stato distribuito alla stampa.
Il senatore D’Ali ha invitato addirittura alla lotta e sollevazione popolare contro i provvedimenti delle concessioni di ricerche petrolifere. Il senatore Ruvolo ha detto che solo un paio di senatori siciliani si sono opposti, votando contro la decisione del governo. Il deputati regionali Ruvolo e Cascio hanno ricordato che in materia vige l’articolo 38 del decreto “Sblocca Italia” voluto da Renzi e che ci sono gli estremi per la incostituzionalità essendo la Sicilia a statuto Speciale. Il senatore Ruvolo ha ricordato che il presidente del consiglio ha detto che “vuole fare della Sicilia e della Basilicata” il Texas dell’Italia.

Sono seguite le brillantissime relazioni scientifiche del geologo Emanuele Siragusa, del ricercatore Domenico Macaluso e della biologa marina Anna Ruvolo che hanno presentato documenti, certificazioni, relazioni inviate al governo, immagini dell’immane disastro che si potrebbe verificare nel Canale di Sicilia dove sono presenti sismicità quotidiana, vulcanesimo continuo, vaste aree di maccalube attive, una ricca fauna marina a rischio, sol perché si vogliono fare le ricerche di idrocarburi a qualche decina di miglia dal litorale.






