Cercasi disperatamente un generoso benefattore che possa realizzare con una modica spesa un bagno all’interno della necropoli di contrada “Anguilla”, totalmente bloccata da alcuni mesi e chiusa ai visitatori perché sprovvista dei servizi igienici. E’ un appello che diverse istituzioni potrebbero fare a qualche magnate dell’economia e del turismo locale per permettere di rendere fruibile uno dei siti storici più antichi, presenti sul territorio di Ribera.
La Regione Siciliana che da qualche decennio è proprietaria dell’area sul costone di marna dell’Anguilla, la Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Agrigento che cura la gestione del servizio per le visite guidate, didattiche e turistiche, e la stessa amministrazione comunale di Ribera che dovrebbe stipulare un’apposita convenzione con gli enti preposti non hanno assolutamente il becco di un quattrino. In sostanza, vi sono ben 45 tombe del XIII secolo a.C., molte delle quali ancora in ottimo stato di conservazione e altre deteriorare dall’acqua piovana, le quali non possono essere visitabili perché il sito, con l’annesso centro didattico, un caseggiato rurale trasformato a sede ricezionale, non ha i gabinetti disponibili per i visitatori e per gli addetti ai lavori. Per la verità, un bagnotto chimico era stato installato ma pare che non sia idoneo e sufficiente per le esigenze.
Per la mancanza di una gabinetto, di una fossa biologica e di una cisterna per l’acqua, il sito è stato chiuso, i custodi sono stati trasferiti nella vicina località archeologica di Eraclea Minoa, gli alunni delle scuole in visita e i turisti in questi mesi hanno trovato il cancello d’ingresso chiuso da un grosso lucchetto. Nella cittadina, dove nei giorni scorsi per incrementare il turismo è stato aperto per la prima volta, dopo tre secoli, il castello di Poggiodiana, sono in molti a chiedersi come oggi non si trovi un magnate, ce ne sono diversi sul territorio, disponibile a donare, anche meno di 10 mila euro, per realizzare il bagno della necropoli.





