Un cuore riberese in Tanzania. E’ quello del Prof. Giovanni Ruvolo

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“Lavoriamo per l’assistenza sanitaria ai bisognosi in Sicilia, ma sono molto felice che in questi dieci anni, grazie all’aiuto di centinaia di sostenitori e volontari, abbiamo realizzato cose importanti anche in Africa”.
Così il professor Giovanni Ruvolo, cardiochirurgo di Ribera e presidente dell’associazione onlus “A cuore aperto” di ritorno dalla Tanzania per il progetto “Un cuore per Ipogolo 2014” avviato dieci anni fa in collaborazione con la Comunità Cristiani nel Mondo fondata da monsignor Giuseppe Di Marco.
“In Tanzania, nella regione di Iringa, nel villaggio di Ipogolo e non solo, oltre a curare centinaia di malati abbiamo dato l’opportunità di studiare a centinaia di giovani, molti dei quali sono diventati medici, infermieri, operatori sanitari. E’ certamente una bella soddisfazione oltre che un grande aiuto a questo popolo africano che ne ha tanto bisogno”.
Si pensi che in Tanzania, secondo i dati delle organizzazioni internazionali, ci sono solo 2 medici ogni 100 mila persone, in Sierra Leone 3, in Rwanda 5, in Benin; mentre in Italia, secondo i dati Istat, di medici e specialisti ce ne sono 363 ogni 100 mila persone. In Tanzania quello alla salute è un diritto negato, la sanità è a pagamento mentre dilagano ovunque sofferenza e povertà. Questo spinge il cuore del cardiochirurgo riberese ad andare ogni anno in Africa insieme alla moglie Margherita La Rocca, presidente della Comunità Cristiani nel Mondo e deputata all’Ars, e a diversi gruppi di volontari molti dei quali medici.
Non solo assistenza sanitaria ma anche assistenza scolastica e alla formazione, animazioni per bimbi e sostegno alle famiglie povere alle quali da dieci anni vengono forniti cibo e vestiti. Recentemente inaugurato un nuovo orfanotrofio. “Finalmente siamo riusciti ad aprire una casa per bambine, perché in parrocchia a Ipogolo c’era soltanto una casa per maschietti, grazie all’aiuto della famiglia Kurdis e alla Comunità Cristiani nel Mondo siamo riusciti a dare una casa a queste bimbe”, dice con orgoglio che suor Grazia Rizzuto, di Canicattì mostrando il nuovo orfanotrofio e “auspicando per il futuro che questa comunità cresca sempre più e che abbia numerose vocazioni per aiutare chi ne ha più bisogno, da soli non ce la possiamo fare. Il nostro impegno – dice – è che le opere fin qui realizzate non vengano trascurate ma che anzi vengano portate avanti da nuovi benefattori. Vogliamo proseguire con le adozioni a distanza e con i progetti di formazione “.
E’ possibile adottare un bambino di Iringa, aiutandolo ad affrontare le spese per la scuola (retta scolastica, libri, cibo, vestiti) con i progetti dell’associazione onlus A cuore aperto a la Comunità Cristiani nel Mondo; tutte le informazioni su www.cuoreaperto.it.
Tra le studentesse africane che si stanno laureando in Sicilia, all’università di Medicina di Palermo, suor Angel Bibendu che fa la spola tra Favara, Palermo e Ipogolo fra studi e preghiere: “Sto avendo la possibilità di studiare grazie all’associazione A cuore aperto e la mia missione sarà  in Tanzania, per garantire continuità ai progetti avviati dal prof. Giovanni Ruvolo”.
“Sono quasi duecento – afferma la deputata all’Ars Margherita La Rocca – le infermiere, ma anche assistenti sanitari o medici che sono diventati anche manager in ospedali della Tanzania, che abbiamo fatto studiare in questi 10 anni di collaborazione tra l’associazione A cuore aperto e la Comunità Cristiani nel Mondo che ha avviato la missione a Ipogolo quasi venti anni fa. Già stiamo pensando ai progetti per il futuro che possiamo portare avanti grazie alla generosità di tante persone che non ci fanno mancare il loro sostegno”.

 

CALOGERO GIUFFRIDA