Cresce e migliora di gran lunga la sanità agrigentina grazie all’inaugurazione e all’entrata in funzione presso l’ospedale “San Giovanni Di Dio” di contrada “Consolida” della seconda tac e della risonanza magnetica le cui attrezzature sono state rese operative proprio in questi giorni con collaudi e prove tecniche di buon funzionamento. Viene colmata così una lacuna sanitaria che andava avanti da qualche anno e che ha portato anche ad inchieste della magistratura di Agrigento a causa di qualche morte di utente per il quale non sono stati praticati i dovuti e veloci accertamenti bloccati da guasti soprattutto alle apparecchiature.
La seconda tac, in aggiunta alla prima in dotazione presso il reparto di pronto soccorso, si trova collocata al primo piano della struttura ospedaliera nell’ampia divisione di radiologia dove sono in servizio, 24 ore su 24, ben 14 medici e 18 tecnici, addetti alle apparecchiature. E’ un’apparecchiatura dell’ultima generazione, con 24 banchi, che consente di potere localizzare e visionare meglio gli organi in movimento. La gara di appalto era stata fatta oltre un anno fa, ma le procedure erano rimaste bloccate da un ricorso.
E’ successo che, in presenza di qualche guasto alla tac del pronto soccorso, per gli utenti agrigentini è iniziato il viaggio della speranza, con costose trasferte in ambulanza per gli esami diagnostici presso gli ospedali di Canicattì e Sciacca e con gravi disagi dei familiari spesso al seguito dei propri cari. Oggi, con la nuova tac, si accorciano i tempi di attesa, dato che con una buona programmazione logistica possono essere eseguite tra le 30-40 tac al giorno per un totale annuo di 12 mila esami.
La risonanza magnetica, che si trova collocata al piano terra del “San Giovanni Di Dio”, è presente in una sola unità e consente di effettuare degli esami di approfondimento, a corredo o in aggiunta alla tac. Una sola unità dovrebbe essere al momento sufficiente. E’ rimasta ferma per circa un anno a causa del collaudo statico richiesto dal Genio Civile di Agrigento, a seguito dell’inchiesta della magistratura sul cemento depotenziato utilizzato per la costruzione del nuovo ospedale di “Consolida”. In sua assenza, l’utente era costretto al via vai dagli ospedali di Licata, Canicattì e Sciacca o a rivolgersi a pagamento a strutture private.
Chi ha saputo imprimere una forte accelerazione allo sblocco della situazione dell’entrata in funzione delle apparecchiature è stato il commissario straordinario dell’Asp di Agrigento dott. Giuseppe Termine che, essendo arrivato da poche settimane ad Agrigento, a scavalco con l’Asp di Enna, ha bruciato i tempi. “Agrigento è una struttura ospedaliera di primo livello – ha detto Termine – oggi le apparecchiature presentano tecnologie d’avanguardia. I ritardi hanno determinato disagi tra utenti e famiglie. Abbiamo accelerato i tempi per non deludere le aspettative dei cittadini dell’intera provincia”.
All’inaugurazione di oggi hanno assicurato la loro presenza il presidente della Regione Rosario Crocetta e l’assessore alla Salute Lucia Borsellino.
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Agrigento Agrigento – Venerdì l’inaugurazione della Tac e della Risonanza Magnetica al San...






