In Sicilia, nel 2011, sono stati registrati oltre 13 mila incidenti l’anno, in media 36 al giorno, con ben 271 morti e oltre 20.000 feriti. Ma i piani di prevenzione della Regione hanno già comportato un abbattimento nel 2012. Presentate in un meeting a Palermo le strategie regionali per prevenirli attraverso collaborazione fra il sistema sanitario regionale, la scuola e le forze dell’ordine.
Nel 2011 gli incidenti stradali con lesioni a persone rilevati in Sicilia sono stati 13.283, in media circa 36 al giorno, e hanno causato il decesso di 271 persone e il ferimento di altre 20.129. Gli incidenti avvenuti nel territorio regionale nell’anno considerato rappresentano il 6,5% del totale nazionale, i morti il 7% e i feriti il 6,9%.
Nel solo mese di novembre di quest’anno la città di Palermo ha fatto registrare 12 vittime della strada fra le quali tre giovanissimi ed una intera famiglia distrutta. Ma quello dei gravi incidente stradali è un problema di natura mondiale che oltre alle evidenti gravi implicazioni di natura personale, comporta anche grandissimi costi sociali. Gli incidenti stradali in Europa, infatti, sono responsabili di una perdita di circa il 2% del Pil e hanno un costo sociale quantificato in circa 34 miliardi di euro l’anno. Tutto questo può essere prevenuto.
Nel 2011 la diminuzione del numero dei morti rispetto al 2001 risulta pari al 45,6% rispetto all’obiettivo fissato dall’Unione Europea nel libro bianco del 2001 che prevedeva la riduzione della mortalità del 50% entro il 2020.
Le strategie messe in campo dall’Assessorato regionale per la salute, dipartimento attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico sono state al centro del meeting di stamani a Palermo allo Splendid Hotel La Torre di Mondello.
Ad aprire i lavori è stata la relazione del Dirigente del Servizio Promozione della Salute della Regione Siciliana Salvatore Requirez che illustrerà i dati sugli incidenti stradali in Sicilia, i principali fattori di rischio e spiegherà l’impegno dei Dipartimenti regionali nel nuovo piano di prevenzione. A chiudere i lavori è stato il dirigente generale dipartimento attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico dall’Assessorato regionale per la salute Ignazio Tozzo.
“La Regione è impegnata in piani di prevenzione insieme a tutte le altre istituzioni – dice Ignazio Tozzo dirigente generale del Dipartimento attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico della Regione siciliana – come scuola, polizia Stradale, vigili Urbani e tutti i soggetti interessati. Il sistema sanitario mette a disposizione Asp e aziende ospedaliere non solo nella fase del trattamento degli esiti degli incidenti ma anche per prevenire i fattori di rischio”.
Tozzo snocciola dati e li paragona “Nel 2011 in Sicilia si erano registrati 271 morti in incidenti stradali, nel 2012 sono stati 213. Sono sempre tanti ma diminuiscono. Ancora nel 2011 avevamo registrato 13.283 incidenti, nel 2012 sono stati 11.702. Il numero di incidenti è ancora alto ma abbiamo un trend in discesa, dunque, che ci fa intravedere la luce alla fine del tunnel. Se devo fare un pronostico dico che possiamo raggiungere il target previsto nel 2020 ovvero il dimezzamento degli incidenti gravi”.
“Siamo collaborando con il gruppo interregionale che opera presso il Ministero – aggiunge il dirigente del servizio 2 prevenzione e promozione della salute del medesimo dipartimento regionale Salvatore Requirez – e la Sicilia sta contribuendo ai piani nazionali dando grande spazio alla prevenzione degli incidenti. C’è da intervenire su importanti fattori di rischio come l’abuso di alcol e promuovere, più in generale, una corretta educazione sanitaria”.
Anche Requirez ha dati da comunicare: “Circa il 40% degli incidenti mortali o con gravi esiti valutabili in invalidità permanenti sono legati proprio all’abuso di alcol. Bisogna continuare a lavorare nelle scuole e nella società in generale per promuovere più alti livelli di coscienza e responsabilità e corretti stili di vita che sono alla base di tutte le prevenzioni”.
“Essere civili in un Paese civile passa anche attraverso il rispetto di se e degli altri sulla strada – dice il vice questore della polizia Stradale Maria Grazia Milli -. Questo rispetto delle persone e delle norme può salvare la vita. La scelta di un attimo può cambiare il corso dell’esistenza propria e delle persone che si trovavano in quel posto in quel dato momento”.
Non un semplice invito alla prudenza, dunque, ma proprio il cambiamento radicale dell’approccio al mezzo ed alla strada. E per operare questo cambiamento la Polizia Stradale da 13 anni porta avanti il progetto Icaro che la dottoressa Milli ha presentato al meeting di oggi.
“Il progetto ha avuto molte evoluzioni ed è stato premiato come miglior progetto di sicurezza a livello europeo. Nella sua ultima formulazione Icaro è un film recitato da attori professionisti che narra le storie di 5 ragazzi di 5 diversi Paesi europei con vite problematiche ma diverse fra loro accomunati in un attimo da un unico evento: l’incidente”.
“Quella che occorre è una educazione a 360 gradi – dice Nicoletta Salviato responsabile educazione e promozione della salute dell’ARNAS Ospedale Civico di Palermo– e bisogna iniziare questo percorso dai giovani in tenera età. Serve una generale presa di coscienza che non riguarda soltanto alcol e droga ma anche attenzione alla guida, conoscenza dei propri limiti, malattie che possono influire sulla conduzione dei mezzi e tanto altro. Bisogna partire anche dalle cose che possono sembrare banali perché spesso è una banalità la causa di tutto”.
L’esperienza dell’Asp di Siracusa è stata portata da Roberto Cafiso che ha illustrato i dati di un progetto triennale congiunto fra il dipartimento di salute mentale dell’Asp e la polizia stradale i cui risultati, fra il primo ed il secondo anno, sono palesi visto che si è apprezzato il dimezzamento degli incidenti stradali con feriti.
“Abbiamo messo su strada un camper, una sorta di laboratorio mobile, che supporta la Polizia stradale nelle analisi riguardanti l’abuso di alcol e droghe. A prescindere dal valore repressivo l’Asp ha utilizzato questi dati per avviare programmi di prevenzione mirata. Fra il primo ed il secondo anno di attività ovvero fra il 2011 ed il 2012 abbiamo registrato un abbattimento degli incidenti con feriti di oltre il 50%. I dati del 2013 sono, invece, paragonabili a quelli del 2012”.
Dati che dimostrano come interventi di prevenzione mirata ottengano risultati non solo nell’immediato ma anche nel medio termine e dunque operazioni sistematiche del genere possono abbattere consistentemente gli incidenti e le conseguenze più gravi.
Foto di Piero Longo







