“Venga a contare i morti con me”, è la provocazione che il Sindaco di Lampedusa ha lanciato al presidente del consiglio Enrico Letta, ma non possiamo definirla solo come una provocazione sembra quasi un urlo di dolore, una richiesta di sostegno per un’isola che non riesce più ad avere le forze per affrontare queste tragedie del mare.
Ma quello che fa più ribrezzo sono gli appelli di una politica che non sa affrontare questo problema, che non alza la voce verso l’europa che è così brava a bacchettare sulle manovre economiche e lascia l’Italia da sola ad affrontare queste immani tragedie, ci volevano più di cento morti per far proclamare oggi allo stato italiano questo lutto nazionale.
Dobbiamo dire basta ai trafficanti di morte, basta a coloro che vendono un viaggio per migliaia di dollari su queste barchette da pesca che portano più di 400 persone verso la terra promessa, ma che in realtà sono come spesso accade viaggi di morte.
I volti di questi poveri devono farci pensare ai nostri genitori o nonni che sono andati in altre terre in cerca di speranza e di un futuro migliore; questa gente fugge dalla fame, dalla guerra, dalla disperazione, ha ragione Papa Francesco a gridare con un filo di voce “Vergogna”, queste parole dovrebbero tuonare forti nel cuore dei potenti della terra.
“La legge dell’ospitalità, la legge formale sottesa al concetto generale di ospitalità, appare come una legge paradossale, snaturabile o snaturante. Sembra suggerire che l’ospitalità assoluta rompe con la legge dell’ospitalità come diritto o dovere, con il ‘patto’ d’ospitalità. In altre parole, l’ospitalità assoluta esige che io apra la mia dimora e che la offra non soltanto allo straniero (provvisto di un cognome, di uno statuto sociale di straniero eccetera), ma all’altro assoluto, sconosciuto, anonimo, e che gli dia luogo, che lo lasci venire, che lo lasci arrivare e aver luogo nel luogo che gli offro, senza chiedergli né reciprocità (l’entrata in un patto) e neppure il suo nome. La legge dell’ospitalità assoluta impone di rompere con l’ospitalità di diritto, con la legge o la giustizia come diritto. L’ospitalità giusta rompe con l’ospitalità di diritto; non che la condanni o vi si opponga, può anzi metterla e tenerla in un moto incessante di progresso; ma è tanto stranamente diversa dall’altra, quanto la giustizia è diversa dal diritto al quale tuttavia è così vicina, e in verità inscindibile”. Le parole del filosofo Derrida sono attuali più che mai, egli si fece portatore dei diritti degli uomini che cercano un posto migliore della loro casa, in queste poche righe credo ci sia l’essenza della riflessione che in questo giorno di lutto dobbiamo fare.





