Un quarto di secolo. Sono 25 anni oggi. Mauro Rostagno, sociologo giornalista e attivista politico, è stato ucciso nella terra dei Messina Denaro.
Il processo contro i suoi assassini è iniziato 22 anni dopo, oggi non conosciamo i suoi assassini ne i suoi mandanti, nessuna sentenza è stata pronunciata.
Ucciso dalla mafia perché faceva paura. Mario Rostagno, nasce a Torino nel 1942, studia sociologia all’università scrive una tesi improntata sulla giustizia sociale da perseguire mediante un radicale sovvertimento della società e delle istituzioni, l’aula dell’università è stracolma di gente. In questi anni Mauro fonda Lotta Continua, movimento operaio votato all’idea comunista a favore degli operai. Nel 1796 Lotta Continua viene sciolto e a Milano si fa promotore del circolo Macondo, successivamente si trasferisce in India e aderisce ad un movimento spirituale. Ritornerà in Italia, si trasferisce a Trapani dove fonderà il centro Saman, un luogo di aggregazione dove divulgherà gli insegnamenti appresi, successivamente però il centro diventerà un luogo di accoglienza per i tossicodipendenti e punto di riferimento per attività culturali, il suo è stato in Italia uno dei primi centri per i tossicodipendenti.
Il 26 settembre del 1988 verrà ucciso per mano mafiosa, ma sappiamo bene che dietro al suo omicidio c’è quella parte di stato malata, che elimina chi non ha paura di denunciare i soprusi, con nomi e cognomi.
Possiamo chiamarlo come tanti uomini uccisi in quel periodo “martire della giustizia”, uomo contro ogni forma di omertà, i suoi servizi televisivi le sue dirette hanno fatto la storia, e molti di questi video sono ancora visibili su internet. In memoria di Mauro Rostagno, l’associazione Libera ha promosso il premio di giornalismo scolastico, Rostagno non era un uomo legato ai poteri forti, ne aveva amicizie importanti all’interno del mondo del giornalismo forse è questo il motivo per cui per molti anni si è taciuto sulla sua morte, ma grazie a Libera e all’impegno della sua famiglia la sua storia pian piano inizia ad entrare nelle case degli italiani, quella storia che oggi più che mai deve essere letta conosciuta per superare questa enorme crisi politica sociale ed economica che attanaglia il nostro paese.





