Questione Idrica e i sindaci: una strada comune per tutti i comuni(o quasi)

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Bollette esasperanti con continui aumenti, disservizi diffusi, irregolarità gestionali, malcontento cittadino. Da tempo, ormai, molte famiglie, che stentano ad arrivare a fine mese e a far quadrare i conti, si ritrovano a pagare importi che farebbero impallidire chiunque e che nemmeno si possono annoverare come servizi efficienti. Un percorso impetuoso, quello del bene più prezioso: un’acqua pubblica pagata “cara e amara” in una provincia povera ma in cui i residenti si devono “concedere il lusso” di uscire somme esose per avere il diritto di accesso all’acqua, sancito dalla legge.

Più volte, alcune associazioni o singole persone hanno denunciato l’atteggiamento benevolo di certe amministrazioni nei confronti di Girgenti Acque. In qualche occasione, da quanto dichiarato e/o vociferato, è stato quasi fatto intendere un oscuro intreccio fra assunzioni e persone vicine o parenti di locali gestori della cosa pubblica. Una situazione che, comunque stiano i fatti, di certo non brilla in trasparenza.

manifestazione per l'acqua pubblica

A farsi portavoce, così come da proprio incarico, del malumore cittadino, ben quattordici sindaci della zona che, giovedì scorso, si sono autoconvocati per affrontare, urgentemente, la questione del Servizio Idrico Integrato. Durante la riunione, promossa dal sindaco di Agrigento Marco Zambuto e dal sindaco di Sciacca Fabrizio Di Paola, gli amministratori hanno concordato un documento in otto punti: Il completamento della riforma del sistema idrico per la ripubblicizzazione del servizio, la revoca della delibera dell’aumento tariffario definito “sconsiderato”, la sospensione delle bollette di Girgenti Acque con gli attuali costi e delle operazioni di distacco, la sostituzione del commissario dell’Ato Idrico già decaduto da ogni funzione, la vigilanza sui costi di gestione, la convocazione dell’assemblea straordinaria dei soci dell’Ambito Territoriale Ottimale.

All’incontro, tenutosi ad Agrigento presso il Collegio dei Filippini, si riuniscono rappresentanti sindacali e di associazione di tutela dei consumatori e i quattordici sindaci firmatari. Presente l’on. Margherita La Rocca Ruvolo, unico deputato tra i locali eletti. L’onorevole, nel suo intervento, ha sottolineato “il malcontento  delle famiglie e dei cittadini stremati da costi troppo pesanti da versare nelle casse di Girgenti Acque”.

Scorrendo il documento prodotto , a margine degli “otto punti” si legge una lunga lista di rappresentanti dei cittadini di: Agrigento, Aragona, Campobello di Licata, Casteltermini, Cattolica Eraclea, Comitini, Favara, Licata, Montevago, Naro, Raffadali, Sambuca di Sicilia, Sciacca, Villafranca Sicula.

Spiccano, tra i grandi assenti del comprensorio: Ribera, Lucca Sicula, Calamonaci e Caltabellotta. E la domanda nasce spontanea: per quale motivo le civiche amministrazioni di questi paesi non hanno partecipato al tracciato di questa importante strada comune? E se, come è giusto che sia, quest’azione politica fosse il riflesso degli interessi dei propri concittadini, dovremmo dedurre che a Ribera, Lucca Sicula, Calamonaci e Caltabellotta, la Girgenti Acque sia virtuosa, il prezzo delle bollette sia basso, non esistano disservizi e i cittadini siano contenti del servizio offerto.