Titolo: Nessuno
Autore: Luciano De Crescenzo
Genere: romanzo
Editore: Mondadori
Numero Pagine: 238
Si dice in giro che leggere l’Odissea è importante. Gli studenti del liceo classico ne avranno certo piena la testa, e a essere sincera ne ho piena la testa anch’io, che dopo diverse peripezie mi sono ritrovata iscritta al corso di laurea in Lettere Classiche presso l’università di Palermo. Se leggere l’Odissea sia realmente importante e perché, io francamente non ve lo saprei dire con precisione. O comunque forse non risulterei abbastanza convincente. Mi pare più opportuno invece soffermarmi su un’altra questione: leggere l’Odissea è divertente. Sì, divertente! Mai letto libro più spassoso e avvincente di quello che sto per proporvi.
Non è direttamente dal testo Omerico, quindi da una traduzione italiana dell’originale, che io mi sono accostata per la prima volta alla storia di Ulisse, l’uomo dal multiforme ingegno, bensì passando per un altro libro e per un altro autore: Nessuno, di Luciano De Crescenzo. De Crescenzo, per chi non ne avesse mai sentito parlare, è un napoletano, ex ingegnere, divenuto scrittore, attore e regista per diletto. Appassionato di mitologia classica e di filosofia e dotato di grandissima ironia e sagacia, riesce a parlare degli argomenti più difficili e noiosi in modo scanzonato ed esilarante. Mi è stato subito simpatico e con i suoi libri mi sono sempre fatta grasse risate.
Nessuno altro non è che l’Odissea tradotta, come dice l’autore, “in linguaggio umano”. Quindi un testo accessibile ai lettori di oggi, guarnito di qualche riflessione personale e di parecchi arguti confronti con il nostro mondo, il mondo di oggi, quello reale. Leggendo questo libro ho scoperto nell’Odissea una storia avvincente e in Ulisse un astuto furfante, autentico eroe dei nostri tempi. Ho riflettuto sulla bellezza del viaggio (fisico, letterario o metaforico che sia), sull’importanza di partire verso nuovi porti e contrade sconosciute. Una mania, quella di partire, che incatena l’uomo alla voglia di conoscere e scoprire. E poi ho ammirato il testo omerico, i miti greci e gli dei in altre vesti, meno solenni e a tratti dissacranti. Per intenderci, voi cosa vi aspettereste da un libro che definisce il dio Efesto “il Re dei metalmeccanici”?
“C’erano tutti. Gli unici assenti, a parte Ade che non saliva mai sull’Olimpo, erano Artemide, la Dea della caccia, e Poseidone, il Dio che scuote la Terra. Quest’ultimo era andato in Etiopia, ai confini del mondo, per godere di non so quale ecatombe. D’altra parte, Poseidone era fatto così: bastava che qualcuno, in qualche remoto angolo del pianeta, anche il più sconosciuto, gli scannasse un centinaio di pecore, pronunziando ad alta voce il suo nome, che lui subito si precipitava. Come a dire – A me levatemi tutto, ma non mi toccate l’ecatombe”
Consigliato …
Agli amanti della mitologia e della cultura classica: a guardarla con un occhio diverso ci si guadagna in salute.





