Ore 11:50
L’assemblea è terminata.
Ore 11:44
L’onorevole Moscatt: “E’ un momento di protesta alto, ma servono proposte da parte di tutti. Alla politica spetta il compito di trovare le soluzioni. Se la gente non crede più alla politica è colpa della politica. Le proposte serviranno a me, da parlamentare, per andare a Roma a sbattere i pugni sul tavolo”.
Ore 11:29
Ancora il sindaco di Bivona Giovanni Panepinto: “Da qui deve uscire un documento con i singoli punti dei problemi della provincia e bisogna mettere in mora l’Anas con una denuncia alla Procura della Repubblica. Se non ci sono morti è solo una casualità”. Tra i punti: l’elenco delle opere ferme e che possono essere sbloccate”.
Ore 11:25
Il sindaco di Bivona Giovanni Panepinto: “Al di là della partecipazione, l’organizzazione della manifestazione di oggi è importante, perché la situazione è gravissima. Noi non possiamo diventare i commissari liquidatori dei Comuni, che sono in grandissima difficoltà. E’ arrivato il momento di consegnare le dimissioni. Oggi si parla di tutto, c’è un mondo fatto di regole che non possiamo ignorare. A criticare siamo tutti bravi, risolvere è più difficile. Chiedo ai sindacati: chiediamo risarcimento all’Anas per la negligenza relativa al controllo prima del crollo del ponte”.
Ore 11:17
Emanuele Puccio (agricoltore): “Sono stato il pungolo di tutte le amministrazioni e di tutte le manifestazioni. Dopo 60 anni non ho ottenuto nessun risultato. Chi opera nell’area Verdura, come agricoltore, lavora ad alto rischio, perché quando il fiume è in piena rischiamo di annegare”.
Ore 11:08
Mariapaola Corsentino (Associazione Grim): “Ci aspettavamo che la partecipazione delle Istituzioni fosse immediata e non arrivasse dopo 50 giorni. Ci aspettavamo che venisse messa da parte l’Anas per dare spazio ad enti più competenti. Chi viene eletto è rappresentante della cittadinanza e ci aspettavamo che la protesta partisse dalla classe politica. Oggi c’è poca partecipazione e nei mesi scorsi i cittadini si sono mossi a modo loro, per questo ci vuole un monitoraggio. Noi giovani abbiamo risposto e siamo presenti”.
Ore 11:02
Il sindaco di Villafranca Domenico Balsamo: “A prescindere dalla partecipazione, la manifestazione di oggi è positiva, perché porta a galla i problemi”.
Ore 10:56
Assessore Caracappa (Comune di Sciacca): “La riunione riguarda tutto il territorio che è disastrato. E’ un fallimento che ci siano solo istituzioni locali anche se è importante la presenza di giovani. Le amministrazioni sono in grave difficoltà. La protesta deve avere un fondamento e bisogna lavorare insieme senza attaccare le istituzioni. Di queste manifestazioni ne servono cento, perché i problemi sono tanti”.
Ore 10:48
Pino Di Lucia: “Il mio intervento iniziale era provocatorio e rivolto a chi non ha partecipato”.
Ore 10:44
Il Sindaco di Ribera Carmelo Pace: “Non sono d’accordo con chi dice che Ribera non partecipa. Se la gente non viene è perché è stanca e non si sente ben rappresentata dalle Istituzioni. La gente è sfiduciata, per questo non partecipa. Da sottolineare la presenza di giovani universitari: da questi giovani dobbiamo ripartire”.
“Quello di oggi è il nucleo da cui dobbiamo partire per risolvere quello che si può risolvere, ma ognuno deve fare il suo: le istituzioni per le istituzioni e i cittadini per i cittadini. Questi giovani sono la nostra speranza”.
Ore 10:36
Padre Nuara: “Solidali con questa manifestazione. Condividiamo la sofferenza del paese”.
Ore 10:31
Sono arrivati anche i ragazzi dell’Associazione Grim.
Ore 10:28
Mimmo Randisi (Cna): “Si registra scarsa partecipazione, questo è un dato di fatto. Non credo che Ribera stia bene. Noi abbiamo responsabilità e dobbiamo rimanere vigili sui problemi, perché il problema ponte non è stato risolto. Noi rappresentiamo le imprese di trasporto e per noi il problema non è risolto. Il ponte è un emblema di una serie di problemi del territorio. La gente prenda consapevolezza che è necessario protestare e ringrazio chi è qua.
Ore 10:23
Di Falco (Cia): “La manifestazione è riuscita, perché c’è la presenza di dirigenti, istituzioni e sindacati. E’ un momento importante per farci sentire. Dobbiamo attenzionare i problemi per trovare le soluzioni. La piattaforma e le forze oggi ci sono. Forse la scarsa partecipazione dipende dalla riapertura del ponte. Continuiamo su questa strada”.
Ore 10:17
Si apre una polemica. Massimo Raso (Cgil): “Nono sono d’accordo con Pino di Lucia. Non è vero che la gente non è recettiva, ma la partecipazione dipende da difficoltà organizzative. C’è stato poco preavviso. Non è da sottovalutare la presenza di dirigenti, sindacati e istituzioni.
Ore 10:12
Pino Di Lucia dell’Associazione Sos Democrazia: “Da oggi chi ha un problema reale scenda in piazza. Non ci stiamo più, perché evidentemente la gente problemi non ne ha. Stileremo un comunicato”. Dal pubblico qualcuno replica.
Ore 10:06
Come si può vedere dalla foto, tra gli altri presenti già citati anche il Sindaco di Ribera, l’onorevole Moscatt, Di Falco (Cia), Raso (Cgil), Randisi (Cna). E’ arrivato anche il Sindaco di Villafranca.
Ricordiamo che sul tappeto ci sono una serie di rivendicazioni che mirano allo sviluppo per uscire dal tunnel della crisi economica. Si parte dalla richiesta di immediata costruzione del ponte definitivo sul fiume Verdura e dalla sistemazione delle strade alternative di Scirinda e di Musiti per arrivare alla circolazione e all’utilizzo dei mezzi pesanti sul percorso alternativo e alla dichiarazione dello stato di calamità naturale in agricoltura e allo stato di emergenza. Per la crisi che ha colpito l’agricoltura, nei due mesi di blocco della SS 115, verrà chiesto l’abbattimento dell’Imu sui terreni agricoli e sulle attività produttive perché Ribera è uno dei cinque comuni della provincia a pagare l’imposta sugli immobili in agricoltura.
Tra le rivendicazioni dei sindacati trovano posto le richieste di inserimento dei centri di Ribera, Sciacca, Menfi e Bivona tra i comuni ad economia svantaggiata, la salvaguardia e il potenziamento dell’ospedale riberese, la gestione pubblica dell’acqua potabile, la salvaguardia del mare Mediterraneo e delle coste agrigentine minacciate dalla sciagurata concessione per le ricerche petrolifere.
Ore 09:55
Cambio di programma: il corteo, così come previsto, non si svolgerà più. I presenti si stanno riunendo all’interno della Sala Convegni del Comune di Ribera (nella foto).
Ore 09:36
Sono arrivati anche alcuni componenti dell’Associazione Sos Democrazia, ma la piazza è ancora vuota.
Ore 09:17
Piazza Duomo è ancora vuota (nella foto), nonostante il raduno fosse fissato alle ore 08:30. Presenti una trentina di persone, tra le quali il responsabile locale delle Cia, Giovanni Caruana, l’assessore Baldassare Tramuta e alcuni rappresentanti del Comitato “No ponte, no voto”, tra le quali il presidente Serafino Mazzotta.
Ore 07.34
Si svolgerà oggi, a Ribera, a partire dalle ore 8.30 lo sciopero generale indetto alcuni giorni fa. L’idea di dar vita a questa giornata di sciopero scaturisce dal fatto che le popolazioni, il territorio e il vasto comprensorio geografico con una mezza dozzina di comuni, in buona parte dipendenti da economia prettamente agricola, sono in grave crisi, appesantita dal blocco della strada statale 115 a causa del crollo del ponte sul fiume Verdura.
La decisione è stata presa giorni fa nel corso di una riunione operativa alla quale hanno partecipato le organizzazioni professionali agricole di Cia, Coldiretti, Confagricoltura e nella quale erano presenti i sindacati della Cgil-Cisl-Uil, la Cna, la Confartigianato, il consiglio comunale e l’amministrazione civica di Ribera, l’associazione “Sos Democrazia” e il comitato cittadino “No Ponte No voto”.
La manifestazione prevede il concentramento in piazza Giovanni XXIII, tra il palazzo comunale e la chiesa madre, fin dalle prime ore della giornata. I manifestanti daranno vita ad un percorso attraverso le strade del centro storico, corso Umberto, via Fazello, Marconi, corso Regina Margherita, Umberto I, con ritorno nella piazza centrale della cittadina, dove sono previsti alcuni interventi dei rappresentanti dei sindacati.








