Il ricordo, Andrea Gallo: nostro Don non troppo “Don”

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Una mattina mi son svegliato
o bella, ciao! Bella, ciao!
Bella, ciao! Ciao! Ciao!

Ciao Don,
in quel valzer degli addii che diventa un funerale
salutarti con Bella ciao penso sia la cosa da te più gradita.
Chi dice che una tonaca stona col pugno alzato e la sciarpa rossa
forse non ha conosciuto la tua storia: melodia per le mie orecchie.
Ti hanno descritto come un prete di strada, invece tu facevi
ciò che tutti gli uomini che vogliono seguire Dio
dovrebbero fare.
Ti hanno descritto come un eretico, sol perché hai espresso le tue
opinioni in piena libertà.
Ti hanno descritto come un disobbediente, quando hai voluto
seguire la via che ritenevi più giusta senza ipocrite imposizioni.
Hai trattato argomenti che tanti tuoi colleghi “tacciono” o liquidano
con indifferenza: l’omosessualità e la transessualità, la legalizzazione
delle droghe leggere, la prostituzione, il celibato dei preti,
l’ordinazione femminile, il testamento biologico, gli anticoncezionali.
Ci hai insegnato che il prossimo, senza connotarlo con aggettivi o qualifiche,
è la cosa più importante. E la fede si può trovare strada facendo…
De Andrè ti amava perché tu non volevi mandarlo a tutti i costi
in Paradiso. Tutti potevano essere tuoi amici, purché schietti e altruisti.
C’è chi parlerà di te soppesando le parole,
io parlo di te con amore.
Perché la tua buona novella mi ha insegnato a stare al mondo, magari barcollando,
ma senza aver paura degli altri.

«Smisurata preghiera è la sintesi del vangelo di Gesù: “per chi viaggia in direzione ostinata e contraria col suo marchio speciale di speciale disperazione e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi per consegnare alla morte una goccia di splendore, di umanità, di verità.» (Sono venuto per servire, Andrea Gallo)