Lo chiamano eroe perché da un mese e mezzo realizza mascherine contro il coronavirus, di tasca propria, e le dona alle istituzioni, alle forze dell’ordine e anche agli operatori della sanità. Ma lui non si sente proprio un eroe perché considera la donazione un gesto di generosità nei confronti di quanti oggi hanno bisogno di avere un dispositivo di protezione personale.

Stiamo parlando di Giuseppe Sicurello, 46 anni, sposato, di professione tappezziere, a Sant’Angelo Muxaro, il quale con l’aiuto della moglie Enza e anche dei figli Vincenzo e Lara, ha già realizzato all’interno del suo laboratorio artigianale ben oltre 11 mila mascherine che ha provveduto a donare a tanti enti in provincia, in Sicilia e a diverse regioni settentrionali. Gli è arrivata pure una richiesta di 500 mascherine da una struttura sanitaria del Belgio, anche a pagamento, ma lui ha rifiutato, vuole solo fare il benefattore, senza alcun interesse commerciale.

Lavora ogni giorno, talvolta anche di notte, per confezionare le mascherine, monouso e non a norma, utilizzando il tessuto Tnt che ha nel laboratorio. Sta utilizzando il materiale che aveva comprato per realizzare divani e sedie, dato che la sua attività ormai da settimane è ferma e bloccata.
“E’ un atto di donazione per tutta la comunità – ci racconta – per gli ospedali “San Giovanni di Dio” di Agrigento e “Civico” di Palermo, per le residenze assistite degli anziani, per carabinieri, polizia, guardia di finanza, per associazioni di Cremona e Novara. Ho rifiutato perfino allettanti offerte economiche. E’ questo il mio contributo contro il virus. Ci metto anima e cuore. Ce la faremo”.

Troverà i soldi per ricomprare il materiale che ha utilizzato per le mascherine offerte gratuitamente. Diversi parlamentari sono venuti a Sant’Angelo Muxaro per vederlo all’opera nel suo laboratorio dove gli da’ una grossa ano di aiuto la moglie Enza Lattuca e talvolta anche i figli.
Per noi è un “eroe” di altri tempi !





