Ribera: Appello degli agricoltori per la raccolta delle arance – “Sistemate subito le strade”

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“Non siano in condizione di potere raggiungere le nostre aziende agricole perché bisogna sistemare al più presto la viabilità rurale in quanto dobbiamo raccogliere le arance per immetterle sui mercati regionali e nazionali. E’ necessario liberare subito le strade di campagna perché in diverse contrade non possono transitare nemmeno i trattori”.
E’ questo il pressante appello degli agrumicoltori, è questo il coro unanime dei produttori di Ribera e dei paesi del comprensorio a tutte le istituzioni affinchè possano liberare dai detriti le vie di comunicazione danneggiate ed intasate dal nubifragio del 25 novembre scorso. Ci è stata segnalata dagli operatori agricoli la situazione viaria abbastanza precaria ed impercorribile delle rotabili di campagna e delle trazzere.
Hanno bisogno di urgenti interventi la strada di Scirinda verso il fiume Verdura, la rotabile Cisternazza che parte dall’Anguilla e arriva a Seccagrande, la Castelana – Camemi a partire dall’ex SS 115, la strada di Costa Coniglio che passa al limite del costone che si affaccia sulla valle del Verdura, le due strade che dal fiume Magazzolo portano a Monte Sara, quella da Strasatto e quella da Donna Inferiore, la trazzera cosiddetta di Sciacca e anche la Torre-Bocca Vallone.
La più danneggiata, tra le strade, è la provinciale C 7 (Castellana-Camemi) che è stata scavata dall’acqua per oltre mezzo metro di profondità e che ha bisogno di un intervento radicale pubblico e privato. Va detto anche che rimane tutt’oggi chiusa la strada provinciale che da Magone porta alla strada statale 115.
E’ vero – bisogna dare atto alla tempestività d’intervento di vari enti – che sul territorio da tre giorni sono in attività i trattori, i carrelli e gli escavatori del consorzio di bonifica 3 di Agrigento e dell’Esa, nonchè diversi mezzi privati, ma è pur vero che bisogna fare velocemente perché gli agricoltori devono raccogliere le arance, della varietà precoce della navelina da immettere subito sul mercato, e devono raggiungere gli appezzamenti di terreno con i mezzi.
“Sul territorio vi sono ancora tanti giardini, con agrumeto sott’acqua – ci dice Giovanni Caruana, responsabile zona della organizzazione professionale della Cia – bisogna fare uscire subito l’acqua perché è a rischio l’apparato radicale di milioni di piante che rischiano di marcire, con la morte degli aranceti. In un secondo momento, urge ripulire pure i valloni del territorio che sono intasati da detriti come pietre, canne, arbusti e perfino alberi la cui presenza, di fronte a nuove pesanti piogge, rappresentano un pericolo ancora più grave per un’agricoltura messa quasi in ginocchio dall’alluvione”.
Per fortunale le strade statali sono oggetto dell’intervento dell’Anas che continua a ripulire dal fango le carreggiate e le cunette come sulla SS 115 (Ribera-Sciacca) e sulla 386 (Ribera-Burgio).