Tutti, dagli agricoltori alle organizzazioni professionali, dalle amministrazioni comunali alle associazioni dei produttori, chiedono lo stato di calamità naturale e l’accertamento di eventuali responsabilità per i danni che hanno subito le aziende, le colture, la produzione, la viabilità rurale in tutto il comprensorio occidentale della provincia dove il comparto ha subìto un grave e irreversibile danno economico, nel pieno della campagna agrumaria. Le piene dei fiumi Verdura, Platani e Belice hanno messo in ginocchio la fiorente agrumicoltura e creato fortissimi disagi alla viabilità rurale e alla circolazione sulle strade statali.
Nonostante la pioggia persistente, è cominciata ieri, con sopralluoghi nelle campagne, la conta dei danni. Le amministrazioni comunali di Ribera, Caltabellotta, Villafranca Sicula, Cattolica Eraclea e Calamonaci, alle quali si sono rivolti migliaia di coltivatori, hanno già chiesto dei controlli immediati per la dichiarazione dello stato di calamità naturale di tutto il territorio determinato dalle esondazioni dei corsi d’acqua.
Fioccano gli interventi e le prese di posizione da parte della Coldiretti Sicilia, della Cia di Ribera, del Movimento 5 Stelle, del Consorzio di Tutela Arancia di Ribera Dop e del Comitato Spontaneo Agricoltori di Ribera i quali chiedono interventi istituzionali per affrontare difficoltà e disagi causati dalle esondazioni dei fiumi e richiamano eventuali responsabilità per i danni pesanti subiti dal territorio e dalle aziende.
E’ ferma la raccolta delle arance nelle valli dei fiumi Verdura, Platani e Magazzolo per gli agrumeti ancora allagati. Le strade di campagna, in asfalto e in terra battuta, sono intransitabili. Qualcuna è stata portata via dalle acque in contrada “Tragaleggi” tra Ribera e Villafranca Sicula e tra Caltabellotta e San Carlo. Circola voce, ancora non confermata, che il prefetto di Agrigento Diomede stia per convocare, forse per il 3 marzo, un vertice istituzionale per fare il punto della situazione.
Sulla strada statale 115, sul ponte che attraversa il fiume Verdura, dove a maggio del 2013 è stata costruita una passerella con tubazioni Irmco, c’è stato un intervento dell’Anas che ha fatto calare con le funi una squadra di rocciatori che hanno liberato dagli alberi i tunnel dentro cui passa l’acqua del fiume e hanno controllato la stabilità dell’importante via di comunicazione per consentire la riapertura nei due sensi di marcia dell’arteria, appena finita l’emergenza della piena del Verdura.







