Sono circa 85 i lavoratori precari degli enti locali a rischio il cui provvedimento di sanatoria è stato approvato alla Camera dei Deputati, ma ha bisogno di una revisione al Senato. La notizia che tanti dipendenti comunali con contratto a termine, rinnovato di volta in volta da oltre 25 anni, ha destato un certo allarme tra i lavoratori riberesi il contratto va a scadere il prossimo 31 dicembre.
Pare che la proroga non garantisca tutti i precari per cui anche i lavoratori riberesi non sarebbero coperti dall’emendamento a firma dell’on. Capodicasa. E’ questa la notizia che è rimbalzata da Ribera da Palermo e di cui si è occupata tutta la stampa siciliana. Si tratta di lavoratori che fanno parte dell’organico dell’ente locale che però non ha già inoltrato al dipartimento regionale delle Autonomie Locali la domanda di dissesto o di riequilibrio. Il comune di Ribera, stando ai principi del decreto D’Alia, non potrebbe potuto procedere alle assunzioni e quindi al rinnovo dei contratti. Tra i comuni agrigentini quelli con i lavoratori a rischio sarebbero stati quelli di Ribera e di Casteltermini, in quest’ultimo comune i lavoratori sono circa 120.
Da notizie dell’ultimo momento, tra l’altro, confermate dall’assessore e vicesindaco Davide Caico, il comune di Ribera e i suoi lavoratori precari non dovrebbero correre alcun rischio in quanto non fanno parte del lotto dei comuni a rischio perché l’ente locale non ha presentato alcuna richiesta di pre-dissesto finanziario. Una nota arrivata dalla Regione Siciliana aveva preoccupato gli amministratori comunali, ma una telefonata del dirigente Raffaele Gallo a Palermo ha potuto accertare che si è trattato di un errore materiale indicare il nome di Ribera.
Per tanti lavoratori riberesi un gran sospiro di sollievo, in vista della riconferma del contratto. Per loro sarebbe stato davvero un terribile Natale.





