Ribera: Estate calda di incendi intimidatori

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A Ribera l’estate è veramente calda, ma non per il clima, dato che quest’anno l’estate ha regalato poco sole, tanto freddo e pioggia. È calda, per i tanti incendi dolosi accesi nella cittadina crispina. I “signori intimidatori” si fanno forti del silenzio omertoso dei riberesi, perché, diciamocelo, sono pochi quelli che protestano o denunciano tali atti e continuano a dar fuoco a mezzi ed attività come fosse semplice sterpaglia. Perché nessuno si chiede chi c’è dietro tali atti?
Tuttavia, ciò che più mi scandalizza è il sentir dire: “hanno fatto bene a dargli fuoco, non stava zitto e dava fastidio”.
Qui i colpevoli sono tre: chi da fuoco, chi sa e tace, chi condanna chi ha subito violenza, come se l’atto di intimidire fosse un atto giusto.
Peppe Diana, diceva: “per amore del mio popolo non tacerò”. Non bisogna far silenzio di fronte a questi fatti: è necessaria una politica che parli di giustizia, che condanni pubblicamente tali atti; è inutile fare feste e “fistini” per promuovere un territorio marcio, prima dobbiamo eliminare il “compromesso”, il “malaffare”. E Ribera, non dobbiamo nasconderlo, è una città malata, la mafia ha un nome, è forte ed è presente. Secondo voi è giusto continuare a percorrere questa via di morte che abbatte la dignità dell’uomo? Forse è l’ora di rimboccarsi le maniche.

Francesco Montalbano, Roma