Ieri mattina a Palermo, davanti al palazzo della Regione Siciliana, c’erano buona parte dei sindaci agrigentini che hanno protestato e si sono incatenati simbolicamente per sollevare drasticamente il problema dell’acqua potabile che in provincia di Agrigento vede tanti comuni aderire a Girgenti Acque con il pagamento di un servizio ritenuto esoso e tanti altri enti locali che, fuori dalla rete di gestione provinciale, pagano cifre irrisorie.
In catene davanti all’ufficio del presidente Crocetta c’era pure il sindaco di Ribera Carmelo Pace e con lui c’erano tanti altri primi cittadini come i sindaci di Calamonaci Inga, di Sciacca Di Paola, di Lucca Sicula Puccio, di Villafranca Sicula Balsamo, di Montallegro Baglio, di Cattolica Eraclea Termine.
La delegazione di amministratori agrigentini ha evidenziato la disparità, inaccettabile e insostenibile, che c’è tra comuni che hanno rispettato la legge consegnando le proprie reti al gestore e comuni che invece non lo hanno fatto. Sono state pure evidenziate le differenze di tariffazione che esistono anche tra i 27 Comuni agrigentini che hanno consegnato le reti e i 16 centri che non l’hanno fatto. Ci sono anche cinque comuni che pagano a forfait, mentre tutti gli altri pagano a tariffa piena.
I primi cittadini hanno parlato pure conlo staff dell’assessore Callari sulla possibilità di fuoriuscita dall’Ato Idrico con la rescissione del contratto con il gestore ed è stato chiesto un intervento del governo regionale su Girgenti Acque affinché interrompa i distacchi ai cittadini in quanto ritenuti inaccettabili”.







