Il rovinoso crollo del ponte sul fiume Verdura continua ad avere ancora una vasta eco sui mass media e sui giornali nazionali. Dopo Fiorello, dopo tutte le televisioni pubbliche e private, ecco che la prestigiosa rivista Quattroruote si occupa, nel numero di aprile, con un servizio giornalistico di quattro pagine a colori, del disastro della viabilità, intitolando il reportage “Italia in pezzi”, facendo la cronistoria del crollo del viadotto sul fiume Verdura ed evidenziando i gravi disagi della popolazione in una Sicilia meridionale spezzata in due.
“Altro che ponte sullo Stretto. Sono i ponti “normali”, in Sicilia, a cadere a pezzi”. Così comincia l’articolo di Deleidi e Marchese, con una grande foto a piena pagina dei ruderi del ponte della SS 115 (nella foto) crollato il 2 febbraio scorso. Vengono fatti la storia dell’area veicolare interessata, i numerosi disagi denunciati dagli automobilisti, il lungo percorso alternativo su strade inadeguate e pericolose con deviazioni di auto e camion, il turismo e l’agricoltura certamente danneggiati, i malati a rischio per le difficoltà di raggiungere gli ospedali sempre più lontani e l’inascoltato appello di tanti cittadini e soprattutto tecnici e professionisti che hanno consigliato subito all’Anas l’intervento del Genio Militare e la costruzione di un ponte di ferro.
Quattroruote fa riferimento ad una inchiesta giornalistica della rivista del luglio del 2012 sulla viabilità italiana, ai campanelli di allarme e mostra oggi in questo servizio tre belle foto a colori del viadotto crollato, l’itinerario stradale con le deviazioni per auto e tir sul ponte. Gli unici due errori dell’articolo che il ponte era di tufo e non di cemento e che nell’area geografica vi sono ben tre piazzole di atterraggio per l’elisoccorso (Ribera, Sciacca e Cianciana). Fa riferimento infine all’intervento ella Procura di Sciacca su eventuali responsabilità per incuria e mancata manutenzione.
(foto di Enzo Minio)





