Sciacca – Gli ex calciatori Ferrigno e Fiore presentano il progetto calcistico giovanile dell’Udinese

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Ieri, giovedì 20 maggio 2014, alle ore 16.30, presso il bar delle Terme di Sciacca, si è tenuto un convegno riguardante il progetto Udinese Accademy, organizzato dalla Scuola Calcio Montalbano di Ribera in collaborazione con altre scuole calcio della Sicilia. Presenti Massimiliano Ferrigno, che gestisce il progetto targato Udinese, e Stefano Fiore, che è uno dei collaboratori del progetto.

L’Udinese Accademy è un progetto interessa il settore giovanile del calcio, con l’obiettivo di formare e far crescere i giovani che hanno voglia di giocare al pallone e di diventare futuri campioni. Hanno preso la parola Ferrigno e Fiore che hanno spiegato gli scopi del progetto. I due responsabili per la Sicilia Vincenzo Montalbano e Nanà Gulino si sono detti molto entusiasti dell’iniziativa sportiva. E’ intervenuto il team manager della Scuola Calcio Montalbano che ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno partecipato all’incontro. Il sindaco di Ribera Carmelo Pace con l’assessore allo Sport Amabile Bonafede hanno premiato i due ospiti d’eccezione con delle targhe.

Premiazione di Ferrigno

Ecco quanto ci hanno dichiarato Stefano Fiore e Massimiliano Ferrigno:

Massimiliano Ferrigno: “Scopo del nostro progetto è quello di creare un bellissimo bacino d’utenza per tutto il mondo calcistico dell’Udinese per trovare nuovi talenti in tutto il territorio italiano, in particolare in Sicilia, per poi allargarlo anche all’estero.
Il progetto è partito l’anno scorso e la finalità nostra è quella di educare in maniera premurosa i ragazzi allo sport e in modo molto sano con dei privilegi e dei valori sostanziali, facendo capir loro che la cosa più importante è diventare un uomo prima di tutto e poi capire se i giovani hanno le qualità per potersi esprimere e divertire a grandissimi livelli. Noi puntiamo a valorizzare i giovani sull’esempio di grandi calciatori come Zanetti, Del Piero, Totti o come Di Natale che abbiamo in casa nostra che hanno dato esempio di grande attaccamento alle maglie eai colori sociali, rifiutando offerte di squadre importanti”.

Stefano Fiore: “Attraverso questo progetto abbiamo avuto moltissima gratificazione, oltre che nei numeri, soprattutto nella continuità di questa crescita e nel giro di un anno siamo riuscititi ad avere 100 affiliati in tutta Italia. Non credevamo neanche noi di fare così bene e questo dimostra la bontà e soprattutto quello che la gente cerca e trova in noi. Ciò vuol dire molto per noi perchè significa che siamo ritenute persone serie che propongono qualcosa di cui in questo momento c’è bisogno, cioè puntare realmente sui giovani. Io ho scoperto un giovane come Scuffet che quest’anno ha fatto il portiere titolare dell’Udinese, e ci auguriamo di trovare altri giovani talenti. Vogliamo creare le migliori condizioni migliori perché possano esprimersi. Per il resto non sempre si riesce a trovare il campione e non sempre i tanti giovani promettenti riescono ad arrivare in serie A. Noi ci proponiamo come obbiettivo che l’attività venga svolta in maniera sana e che sia formativa da un punto di vista sociale prima che calcistico. Il calcio è un sport che deve poi necessariamente portare ad alti livelli, ma allo stesso tempo è anche un momento di aggregazione e di crescita che può servire nella vita”.

 

FOTO DI DANIELE TRIOLO