Quasi due furti al giorno di cavi di linee elettriche su tutto il territorio della provincia di Agrigento. Le campagne agrigentine sono sempre più insicure perché vengono saccheggiate con la periodicità quotidiana da ladri che scorazzano, specie di notte, lungo le linee degli impianti elettrici nelle aree meno frequentate del territorio. Una denuncia in tal senso è stata avanzata dal senatore Giuseppe Ruvolo che ha presentato pure un’interrogazione al ministro dell’Interno Angelino Alfano, al Viminale.
Ogni giorno nei diversi comuni della provincia vengono segnalate aree e strade rotabili al buio perché la palificazione elettrica è priva dei fili attraverso cui passa la corrente elettrica. Basta pensare che in tutta la provincia nel solo mese di aprile sono stati verificati e segnalati ben 40 furti di cavi della linea elettrica dai quali i ladri ricavano il rame che poi vendono a buon prezzo sul mercato nero.
I casi più clamorosi si sono verificati nei territori di Canicattì, Montallegro e Ribera dove l’illuminazione rurale è presente perché la luce è spesso al servizio dell’agricoltura non solo per le aziende agricole, ma anche per mettere in moto i motori che pompano acqua dai pozzi, dai fiumi e dai laghi per l’irrigazione dei frutteti.
A Montallegro qualche tempo fa i ladri portarono via dalle porte del paese alcuni chilometri di fili lungo una strada rurale che serviva diversi caseggiati. A Canicattì e a Ribera, dove l’agricoltura pregiata si basa sulla produzione di Uva Italia e di Arance Washington Navel, l’attenzione dei ladri è stata rivolta alle numerose cabine che nelle campagne hanno al loro interno i motori di pompaggio che contengono rame. I danni si ripercuotono sull’economia agricola. Pare addirittura che le linee dell’alta tensione non siano immuni dai raid notturni da parte di ladri che rischiano la vita per l’altezza della palificazione e per la potenza elettrica che passa dai cavi.
Diversi ladri vengono sorpresi nei controlli dei carabinieri in flagranza di reato e anche a bordo dei loro mezzi con i fili appena tagliati. Alcuni vengono arrestati, altri sono posti agli arresti domiciliari, ma purtroppo il fenomeno è sempre più in crescita. I disagi maggiori sono per gli utenti che spesso devono aspettare settimane, se non mesi, per il ripristino della corrente elettrica.






