Incredibile che vi siano già pronti oltre 11 milioni di euro per la costruzione del nuovo ponte sul fiume Verdura, in territorio di Ribera e di Caltabellotta e che la burocrazia regionale a Palermo tenga ancora bloccato il progetto per il quale deve esprimere un parere definitivo per l’avvio dei lavori. La denuncia pesante, per i ritardi che hanno già soverchiato di parecchio i tempi per la richiesta del corposo finanziamento, è avanzata dall’Anas ed è ripresa dai sindaci di Sciacca e di Ribera, rispettivamente Fabrizio Di Paola e Carmelo Pace, i quali chiamano in causa l’assessorato regionale al Territorio e Ambiente che da mesi deve esprimere un parere che tiene oggi bloccato tutto il progetto che avrebbe dovuto permettere la costruzione della nuova via di comunicazione stradale entro un anno.
Gli amministratori comunali si erano lamentati nei giorni scorsi con la direzione regionale dell’Anas e hanno appreso che i gravi ritardi non sono da addebitare alla società, che in tempo record ha presentato il progetto per dare corso con il corposo finanziamento all’appalto e all’avvio dei lavori, ma vanno ricercati nei ritardi che fanno capo all’assessorato regionale a Territorio e Ambiente per l’espressione di un parere forse nemmeno tecnico.
Per tale ragione, sia Fabrizio Di Paola che Carmelo Pace hanno già rivolto un pressante appello prima al presidente Crocetta e poi all’assessore al Territorio Mariella Lo Bello affinchè, saltando a piedi pari, la terribile burocrazia, possano accelerare l’iter per fare procedere l’appalto e la costruzione della nuova infrastruttura viaria. Viene ricordato che erano stati richiesti tempi velocissimi e dichiarazioni di proclamazione dello stato di emergenza, dato che la strada è l’unica arteria statale che uniche le province di Agrigento, Trapani e Palermo.
E’ vero che al momento il transito è veicolato sulla passerella, costruita in tre mesi nella primavera scorsa, ma è anche vero la strada provvisoria può essere soggetta alle piene del fiume Verdura che potrebbero pregiudicare la transitabilità. Per essere vicino alle popolazioni agrigentine, danneggiate dal crollo del ponte, nel febbraio scorso arrivò sull’area del ponte crollato perfino il presidente della Regione Siciliana Crocetta che assicurò tempi rapidi.





