Ribera: La Regione taglia i trasferimenti per i precari e crea un buco di 90 milioni di euro nelle casse comunali

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La Regione Siciliana taglia i fondi a favore dei lavoratori precari e crea un buco di circa 90 mila euro nel bilancio del comune di Ribera. A lanciare l’allarme-denuncia è il sindaco di Ribera Carmelo Pace che ha reso noto come il governo della Regione Siciliana abbia già tagliato i fondi annuali che vedono come destinatari i lavoratori precari degli enti locali. Per il2013 il comune riberese ha subìto una decurtazione dei trasferimenti del 6,27 per cento che corrisponde, rispetto allo stanziamento atteso, a ben 90 mila euro.
“La Regione – scrive il primo cittadino – tradisce gli impegni assunti con i comuni tagliando a tempo scaduto il contributo per i precari, un taglio sostanziale che arriva ad esercizio finanziario già concluso e che rischia di farci provocare un buco in bilancio. Ciò nonostante l’Ente non ha mai decurtato le ore contrattuali o peggio ritardato il pagamento degli stipendi, come si apprende facciano altri sindaci dell’isola che, fino a quando non vengono introitate nelle casse comunali i trasferimenti regionali non retribuiscono i loro dipendenti, facendo slittare perfino di 5 mesi il pagamento o addirittura, in alcuni casi, non provvedono al rinnovo dei contratti, malgrado fossero autorizzate le relative proroghe”.
L’amministrazione comunale ha saputo dai dirigenti dell’assessorato regionale al Lavoro che negli anni passati la Regione è sempre riuscita a ritoccare a favore dei comuni la somma di denaro precedentemente decurtata, mentre per il 2013 la crisi finanziaria ha impedito tale provvedimento in quanto lo strumento finanziario ha previsto l’abolizione delle vecchie norme, anche quelle che obbligavano la Regione a dare un contributo ai comuni nella misura dell’80 o del 90 per cento.
Il sindaco Pace lancia anche una polemica frecciata nei confronti di alcuni consiglieri comunali che appartengono alla linea politica del governo Crocetta. “Il provvedimento regionale – scrive il primo cittadino – fa riferimento ai quei gruppi politici che, in consiglio, ogni qualvolta l’amministrazione è costretta ad aumentare le tasse per scongiurare il licenziamento dei dipendenti o per non rischiare il dissesto finanziario, polemizzano”.