Ribera: Si contano i danni in agricoltura

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Grazie alla bella giornata di sole si cominciano a contare i danni nella valle del fiume Platani dove l’esondazione del corso d’acqua ha allagato i pregiati giardini ad agrumeto. Gli agricoltori non sono ancora entrati nel terreni, dove l’acqua è ancora alta oltre un metro, ma dal ponte della SS 115 calcolano che tante decine di quintali arance andranno persi perché gli agrumi sono in mezzo all’acqua, alla fanghiglia e alle sterpaglie che il fiume Platani ha trascinato a valle. Appena ci sarà il naturale deflusso dell’acqua e appena il fiume tornerà nel suo alveo gli agrumicoltori potranno forse raggiungere in mezzo al fango le loro aziende dove i mezzi agricoli posteggiati dentro i fabbricati rurali potrebbero aver registrato possibili e gravi danni.
I danni oggi visibili sono alle strade rotabili, alle trazzere e alle vie di accesso ai terreni che hanno bisogno di un intervento di immediata pulizia. “In prospettiva si teme pure il marciume radicale di milioni di piante – ci dice Giovanni Caruana della Cia di Ribera – oltre ai danni alla produzione agrumicola”. Dello stesso avviso è il geologo Emanuele Siragusa che afferma: “Siamo all’ennesima e annuale alluvione che danneggia pesantemente l’economia. Sino a quando non saranno creati gli argini nella parte bassa del fiume, a ridosso della SS 115, assisteremo sempre al corso d’acqua che esonda regolarmente e mette a rischio non solo le colture, ma anche le opere civili, come acquedotto, ponti e impianti vari che passano sul fiume. La politica, il Genio Civile e la Regione devono correre ai ripari”.

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