La foce del fiume Magazzolo, a poche centinaia di metri dalla località balneare di Seccagrande, è una pericolosa discarica pubblica abusiva. Lo scrivono alcuni cittadini riberesi che hanno inviato un esposto-denuncia del grave rischio ambientale, che il territorio riberese continua a correre, ai carabinieri, al Corpo della Forestale, all’Arpa Sicilia, al sindaco e al comando della polizia municipale di Ribera.
Nell’esposto viene denunciato che gli argini di destra e di sinistra del corso d’acqua, tra la passerella per Borgo Bonsignore e la foce del fiume, sono piene di detriti di ogni tipo che vanno dall’edilizia ai mobili in disuso, dai pneumatici agli elettrodomestici, a soprattutto il rischio più pericoloso per la salute e per l‘integrità dell’ambiente è rappresentato dalla presenza di cisterne, di coperture di amianto e di grandi pannelli di cemento che vanno sgretolandosi sotto l’azione continua degli agenti atmosferici e il cui amianto, in essi contenuto, rappresenta un grave rischio per la salute dei cittadini che risiedono nelle aree limitrofe. Tutta l’area fluviale è una autentica discarica.
L’ampio sito, attorno a cui vi sono fiorenti giardini ad agrumeto, in passato è stato sottoposto più volte a sequestro da parte delle istituzioni locali del Corpo della Forestale. Nonostante i periodici controlli, l’area continua ad essere una discarica abusiva. I cittadini ricorrenti con l’esposto si domandano perché i rifiuti di amianto non possono essere conferiti nelle isole ecologiche esistenti e se non sia il caso di istituire un’apposita area di raccolta di tale pericoloso materiale.
Viene chiesto alle istituzioni di adoperarsi ad effettuare una organica bonifica di tutta l’area e di programmare al più presto un progetto che preveda un centro di raccolta dei rifiuti con la presenza dell’amianto. L’area della foce del fiume Magazzolo viene scelta come discarica abusiva perché lontana dal centro abitato riberese, anche se le case estive di Seccagrande sono a poche decine di metri.





