Da flickr a Popular Photography: la foto del riberese Leonardo Misuraca sul numero di gennaio del magazine americano. Ripost l’ha intervistato per voi

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Leonardo Misuraca, 29 anni, ribrese, dieci anni di residenza romana, una laurea in medicina e chirurgia e una Nikon reflex: specializzando in urologia per professione, fotografo per diletto. Poi, un giorno, una sua foto diventa famosa. Accade tutto tramite Flickr, il portale web di photosharing più cliccato al mondo: la foto fortunata finisce nella sezione Explore e ottiene 12.532 visualizzazioni e 414 like. Qualche giorno dopo Leonardo è contattato da un giornalista del Popular Photography, un importante mensile americano di fotografia: vogliono pubblicare la sua “Sunglasses Reflection” sul numero di gennaio 2014. Così, con la semplicità di comunicazione che solo il web sa fornire, la foto finisce su Pop Photography insieme ad una breve intervista e Leonardo viene ringraziato con un assegno.

Da Flickr alla sezione Explore, da Explore a PopularPhotography, è forse scontato dire che sei stato colto di sorpresa? 

È certamente stata una piacevole sorpresa! Pubblico ormai da anni alcune delle mie foto su flickr. In realtà l’80% del tempo che passo su quel sito è pura osservazione: fondamentalmente prendo spunti per nuove idee.  Nel tempo ho notato, sul mio profilo, un numero crescente di visualizzazioni, like, commenti e richieste di contatto. Ciò è probabilmente legato al fatto che lentamente sono migliorato o forse semplicemente ho imparato a fotografare le cose che le persone vogliono vedere (mare, sole, tramonti), chi lo sa? In base ad un particolare algoritmo, le foto che nelle ore immediatamente successive al caricamento raccolgono più visualizzazioni, like e commenti, finiscono nella sezione explore e quindi sull’homepage del sito. I primi due o tre anni non sono mai riuscito nell’impresa, ma ultimamente ce l’ho fatta diverse volte. Diciamo che è un po’ una catena: fai una bella foto, sezione explore, 30.000 visualizzazioni in un giorno, 500 persone ti aggiungono tra i contatti, quindi 500 persone in più vedono le tue foto ogni volta che ne pubblichi una. Gran parte del gioco si basa sulla visibilità! Ed è proprio su flickr che Peter Kolonia, giornalista di Pop photography, ha notato la foto e mi ha contattato.

Quindi potremmo definirla una fortunata serie di coincidenze! La tua passione per la fotografia, invece, quando nasce?

Tutto è cominciato nel 2010, quando per la laurea mi è stata regalata una reflex. Inizialmente sapevo giusto accenderla. Per qualche mese devo dire che l’ho lasciata lì buona nella sua custodia. Poi ho detto: “vabbè, vediamo un po’ di capirci qualcosa…”.

La foto pubblicata su Pop Photography, Sunglasses Reflection, ha un’inquadratura molto originale. Ma di solito, quali soggetti prediligi?

Sicuramente paesaggi e primi piani la fanno da padrone. Ho da tempo in mente di comprare un obiettivo macro, ma per il momento il tutto è rimasto un buon proposito. Se avessi più tempo mi dedicherei volentieri anche allo still life che è un genere che mi ha affascinato da sempre. Ma richiede tempo, spazio e attrezzature. Tra questi ingredienti è probabilmente il primo a mancarmi di più! Se lo vendessero al supermercato …

Possiedi una Nikon, però la foto finita sul mensile è stata scattata con l’iphone. Basta avere una reflex per sentirsi fotografi? Io credo di no: l’immagine, secondo me,  nasce dall’occhio prima che dalla macchina, e tu?

Certo che no! Una buona macchina fotografica e le conoscenze tecniche ti permettono sicuramente di fare una foto “corretta”, nitida e con la giusta illuminazione. A volte una foto ben fatta è anche una bella foto, ma questa equazione non è sempre valida. Il rischio è di fare l’ennesima “cartolina”! Quest’estate, partito da Roma, mi ci sono voluti circa 200 km per realizzare che avevo dimenticato la macchina fotografica. Dopo 5 minuti passati ad imprecare in aramaico antico, mi sono rassegnato al fatto che avrei affidato tutto al mio iphone. E così, messi da parte ISO, tempo di esposizione e diaframma, mi sono concentrato sull’unica cosa che potevo decidere io: l’inquadratura! E devo dire che è stato un gioco divertente. Mi sono dedicato a qualcosa che avevo sempre curato poco, ma che è “più che fondamentale”: la composizione dell’immagine. Ho sperimentato, fatto girare a mille l’immaginazione, ho tirato fuori idee partorite nelle svariate ore passate a osservare foto realizzate da altri utenti di flickr. Insomma, è stato un esercizio forzato che mi ha arricchito parecchio!

Da quanto mi sembra di capire con la macchina fotografica ti sei perfezionato da solo. Coltivare questa passione da autodidatti, si può?

Una buona base di tecnica è fondamentale. Persone che fotografano allo stadio di sera con il flash, persone che pensano che una buona reflex metta a fuoco un oggetto e sfochi il resto … diciamo che è come se bestemmiassero! Appena poi parli di diaframma, ISO, grana, tempo di esposizione la maggior parte delle persone si perde. Sfatiamo il mito che la fotografia sia una cosa complicata. Sono due, tre concetti stupidi di base, collegati tra loro. Capiti quelli poi c’è tutto un corollario di informazioni e nozioni che, ovviamente, sono un arricchimento personale. Come in tutto, la chiave è la curiosità: il curioso cerca, legge, approfondisce. Oggi siamo molto più fortunati di 20 anni fa, c’è internet, ovvero accesso libero a una quantità immensa di informazioni. Esistono poi dei videocorsi molto utili. Io ne ho seguito uno, per esempio. 

Passiamo ad un argomento  più succulento …  instagram e i social network ci facilitano la vita: tutti diventano fotografi con un click, l’immagine sostituisce la parola e si comunica nell’arco di un secondo. Cosa ne pensi?

Sull’aspetto dei social network ci sarebbe da parlare per ore! Hanno rivoluzionato la nostra vita e avranno delle ripercussioni a lungo termine che oggi, probabilmente, neppure riusciamo a considerare. Li amo per la capacità di connettere le persone: sei aggiornato su come va la vita del tuo amico che sta per 6 mesi a Taiwan; in pochi minuti leggi pensieri e commenti di centinaia di persone con cui sei collegato (e da ciò non puoi che risultare arricchito). D’altro canto il contatto sociale “umano” è ridotto al minimo! Non chiami più un amico, nemmeno per fargli gli auguri … guardi il suo profilo, scrivi un post. E non avendo sentito la sua voce, non ti puoi minimamente rendere conto di come sta. Poi, i social network sono una vetrina sulla propria vita, una corsa a chi ha la vita più bella. E in questo tranello cadiamo facilmente, perché la vanità è propria dell’uomo, in fondo. Siamo un po’ tutti alla ricerca dei “Mi piace” altrui. Ritornando alla tua domanda, stiamo cambiando in tante cose grazie alla tecnologica, e sicuramente sta cambiando il nostro modo di comunicare. Le immagini sostituiscono le parole, come anche i post, i commenti e le chat sostituiscono una bella telefonata tra amici. La comunicazione è sicuramente più veloce e più immediata, ma ciò non significa che sia necessariamente più efficace o valida.

Fotografare, perchè? Dammi le tue buone ragioni

Be’, ci sono una marea di motivi: immortalare un momento, ricordare qualcosa, condividere un pensiero, una sensazione, allenare la nostra capacità di osservazione. Oggi, nell’epoca dei social network, secondo me si fotografa anche un po’ per vanità. Quasi a dire agli amici io sono qua, su questa bella spiaggia!” oppure “ciao, sono a New York!”. Poi, senza scendere troppo nella filosofia più spicciola, la fotografia come tutte le forme d’arte nasconde la volontà dell’uomo di sfuggire alla sue finitudine. Un giorno di noi non ci sarà più nulla, e lasciare un bella fotografia, così come un libro, una poesia è come lasciare che qualcosa di noi sopravviva nel tempo. Andando a scavare, credo che quest’ultimo, insieme alla vanità, spinga un buon 70% delle persone di oggi a fotografare e condividere sui social network. Io lo ammetto, ma molti non lo faranno mai: sono gli stessi che ti risponderanno: “fotografo perché mi piace”. 

Per concludere, se dovessi definire la tua fotografia con tre aggettivi, che parole useresti?

Sinceramente non ne ho la più pallida idea per il semplice fatto che non ho uno stile, o almeno io non lo vedo. Fotografo cose molte diverse. Sono ancora nella fase dell’emulazione e della sperimentazione. E probabilmente qui mi fermerò perché vorrei fare altro nella vita, piuttosto che il fotografo professionista. È una passione, tutto qui! Più che tre aggettivi, uso tre parole e ti dico “diario di vita”. Sfogliando il mio album di flickr mi sono accorto che è come ripercorrere la mia vita degli ultimi anni. Persone, luoghi, momenti, viaggi che per me hanno significato molto, sono tutti lì!

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