Esito della manifestazione Regionale Siciliana: “#Giovanimediciday n°2, Cambiamo il Paese per non cambiare Paese”

2009

In data 12 dicembre 2013, più di 800 giovani medici e non medici e studenti di medicina, sono confluiti di fronte il Palazzo della presidenza della Regione Sicilia, Palazzo d’Orleans. L’evento è stato organizzato dall’Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM), dal distaccamento regionale del Comitato Pro Concorso Nazionale e dall’Associazione “Studenti Universitari”.

Migliaia di camici bianchi in tutta Italia si sono riuniti “per cambiare il Paese, senza cambiare Paese!”, chiedendo a Governo e Parlamento di garantire la formazione post lauream.
Giovanni Mulè, in rappresentanza degli studenti di medicina e promotore del Comitato “pro concorso nazionale”, durante la manifestazione ha ribadito il diritto alla formazione e ad essere stipendiati.
Al Governo ed al Parlamento Regionale è stato chiesto in primis il ricorso all’utilizzo del Fondo Sociale Europeo per il finanziamento del capitolo di spesa inerente i contratti regionali di formazione medica specialistica, per i già titolari, e per gli aspiranti specializzandi nel corrente e negli anni accademici a venire.
Salvo Parisi, medico specializzando, ha dichiarato che: “Ogni anno il Ministero finanzia 5.000 nuovi contratti di specializzazione, mentre quest’anno il numero totale rischia di scendere a 1.800”.

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Durante il sit-in una delegazione è stata ricevuta dal Presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, dal Capo di Gabinetto e dal suo staff. Dal comunicato stampa fornitoci da Vivì Capizzi e Leonardo Augello, facenti parte di SU – Studenti Universitari, emerge quanto segue.

Il Presidente Crocetta ha annunciato che l’Amministrazione Regionale sta lavorando affinché nella programmazione sull’utilizzo del Fondo Sociale Europeo (FSE) 2014-2020 sia previsto il finanziamento del capitolo di spesa inerente i contratti regionali di formazione medica specialistica, per gli anni in corso e per gli aspiranti specializzandi, negli anni accademici a partire dal 2014/2015 a venire. Verrebbe altresì istituito un nuovo capitolo di spesa per il finanziamento di borse di studio da  destinare agli specializzandi non medici iscritti alle scuole di specializzazione di area sanitaria,  quest’ultimo sempre a gravare sul FSE. Inoltre, il Presidente Crocetta ha fornito rassicurazioni anche per l’implementazione urgente del capitolo di spesa relativo ai contratti aggiuntivi di formazione medica specialistica a finanziamento regionale per l’anno 2013/2014, al fine di garantire le spettanze relative ai contratti di formazione in essere. Come purtroppo si temeva, non appare possibile il ricorso agli FSE per il finanziamento di contratti regionali di formazione specialistica aggiuntivi per l’accesso alle scuole di specializzazione per l’anno accademico 2013/2014, in quanto la reperibilità di tali somme potrà esserci con molta probabilità in seguito al giugno 2014, cioè in data posteriore all’emanazione del bando di concorso di accesso alle scuole di specializzazione.

Fatto salvo che per il mancato reperimento delle somme necessarie per garantire un numero congruo di contratti aggiuntivi a finanziamento regionale per l’anno accademico 2013/2014 (su cui comunque sono state date delle “aperture”), le Sedi Siciliane e Calabresi dell’Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM), il distaccamento regionale del Comitato Pro Concorso Nazionale e l’Associazione “Studenti Universitari”, esprimono soddisfazione per l’esito degli incontri e per la grande adesione e partecipazione riscontrata alla manifestazione da parte dei giovani camici bianchi, ma anche per la grande attenzione dimostrata dai mass media e dalla cittadinanza.

Questa è una dimostrazione di come, attraverso forme di protesta intelligenti e propositive, sia possibile tutelare il diritto alla formazione post laurea nonché il futuro professionale ed occupazionale  all’interno del Servizio Sanitario Nazionale e Regionale.

Da Roma Walter Mazzucco, Presidente Nazionale del SIGM, ha affermato che: “Non è accettabile che a fronte di circa 10.000 medici che aspirano ad entrare nel percorso formativo post – lauream, soltanto 2000/3000 avranno la possibilità di continuare i propri studi. Senza il diploma di specializzazione, non è possibile accedere al servizio nazionale, ciò significherebbe dire ai giovani di prendere la valigia e andare all’estero”.

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