I cinquanta Grim e la favola dei giorni nostri

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Parliamo di Grim. Non i fratelli Grimm, quelli con due emme e una stratosferica cultura, quelli che erano allo stesso tempo filologi, linguisti e favolieri, Jacob e Wilhlem. No! I cinquanta Grim, quelli con una sola emme e molti anni di meno.  I giovani riberesi che si dichiarano “in movimento”, quelli che da un paio di mesi si vedono spuntare ovunque come funghi. Chi sono? Cosa vogliono? Cosa sperano di ottenere? Perché lo fanno?

Grim è un’associazione giovanile senza scopi di lucro, indipendente da qualsiasi partito politico, credo religioso e da qualsiasi forma di discriminazione, nata con l’intento di promuovere attività culturali, formative, sportive e sociali di ogni genere.

I ragazzi di questa associazione, di età compresa tra i diciotto e i venticinque anni,  sono giovani e da giovani si comportano. Organizzano feste e tornei, animano il nostro Natale, sensibilizzano contro l’aids, ricordano l’olocausto, parlano di musica, rilanciano Radio Torre, partecipano ai convegni e alle manifestazioni. E si ribellano, quando qualcuno dice loro che il Paese è morto, che la gioventù è bruciata, che i ragazzi fuggono, che i cervelli se ne vanno, che le bocche non si esprimono, che i valori sono perduti, che i pensieri sono perversi, che i giovani, “dove sono i giovani?”. Loro ci sono, partecipano, coinvolgono, si esprimono, si organizzano, si riuniscono, si muovono.

Simbolo precipuo del loro entusiasmo è proprio quel fantastico nome che hanno scelto, Grim, una sigla da “c’era una volta”. Un omaggio a quei Grimm che non fecero nulla di speciale se non prendere un mucchio di favole disperse nella cultura popolare tedesca,  riunirle, catalogarle, risistemarle, darle alle stampe e lasciarle ai posteri. E nel nostro singolare caso le favole sono proprio loro, le loro menti, le loro idee. Nulla di più semplice, nulla di più naturale: prendere un mucchio di giovani vaganti, aggregarli e buttarli sulla piazza a costruire il futuro del proprio paese. Poca cosa in fondo, guardata da questa prospettiva. Sarà, eppure loro, come Jacob e Wilhelm Grimm, sono stati i primi ad averci pensato. E la loro originalità forse, risiede semplicemente nel fatto che fanno ciò che promettono: si muovono!