“La bocciatura del decreto con il quale era stato chiesto l’aumento del 20 per cento di succo presente nelle aranciate avrebbe bloccato il tentativo di dare maggiore ossigeno ad un comparto in evidente difficoltà, di offrire un prodotto di maggiore qualità e di trovare una concreta valvola di sfogo per le arance da conferire all’industria. Come per gli agrumi, anche per l’olio extravergine d’oliva, siamo governati dalle multinazionali che determinano programmi, prospettive e prezzi dei prodotti agricoli”.
Non ha peli sulla lingua Giuseppe Pasciuta, presidente del consorzio di tutela Arancia di Ribera Dop, il quale, di ritorno dalla fiera del Macfrut 2013 di Cesena, precisa che lo stop all’aumento voluto dal decreto Balduzzi rappresenta per il mercato soprattutto quello siciliano una batosta che interessa circa 60 mila ettari di agrumeto con oltre 11 milioni di arance prodotte. Per Pasciuta, anche in provincia di Agrigento, si perde una grande occasione per dare una risposta al mondo dell’agricoltura, l’unica che ad oggi offre dei risultati positivi dato che il comparto agricolo è diventato il secondo settore produttivo dell’economia italiana.
In provincia e in Sicilia la linea italiana dell’aumento della percentuale dal 12 al 20 per cento aveva portato un certo entusiasmo nel settore agrumario dove tanti agricoltori continuano ancora a piantumare agrumi, come le bionde “Washington Navel” o le “Naveline”, ma la bocciatura europea tarpa le ali a tanti operatori agricoli tornati entusiasti. Le organizzazioni professionali, come la Coldiretti, hanno sottolineato che l’aumento della percentuale avrebbe offerto più vitamine per la salute dei consumatori e avrebbe provocato un aumento di vendita delle arance nella misura di circa 200 milioni in più.
In provincia di Agrigento (5 mila ettari di agrumeto con una produzione di 200-250 quintali ad ettaro), grazie alla presenza del consorzio di tutela dell’Arancia di Ribera Dop, hanno preso piede le spremute che vengono praticate a scuola, in qualche azienda, nelle associazioni e manifestazioni pubbliche. “Sarebbe opportuno – ci dice Giuseppe Pasciuta, dirigente regionale dell’assessorato all’Agricoltura – che nei luoghi pubblici, aziende, ospedali, scuole, uffici possa essere incrementata la presenza delle macchinette spremiagrumi che offrono con gli agrumi un prodotto di qualità, con vitamine, al posto delle bevande di fantasia che si trovano nei supermercati”.
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Attualità & Cronaca Ribera: Bocciata l’arancia al 20 per cento – Il presidente del consorzio...





