Si incontrano e dialogano le ceramiche agrigentine e regionali a Palermo

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Dialogano le ceramiche siciliane tra storia, tecnica, espressione ed arte. Quelle agrigentine incontrano i manufatti siciliani al museo regionale “A. Salinas” di Palermo, dove si è svolta l’inaugurazione della mostra dal titolo “Al tornio e a mano, forme della ceramica contemporanea tra Burgio e Sciacca”. La mostra è stata curata da Giuseppe Parello, Vito Ferrantelli, Sergio Intorre, Maria Reginella, Tony Russo, Francesco Volpe.

L’evento espositivo è stato organizzato dall’associazione culturale Pro Muceb – Museo della Ceramica di Burgio, con la collaborazione del comune di Sciacca e del museo regionale “A. Salinas” e con il patrocinio del Dipartimento Culture e Società e dell’Osservatorio per le Arti Decorative in Italia “Maria Accascina” dell’Università degli Studi di Palermo, di Sciaccarte, del museo dei Cinque Sensi e del liceo artistico “G. Bonachia” di Sciacca.

 

Nelle sale del museo saranno esposte una cinquantina di opere di artisti e ceramisti di Burgio e Sciacca, le due città della provincia di Agrigento, che, grazie alla loro antica e rinomata tradizione artigianale, hanno ricevuto dal Ministero dello Sviluppo Economico il riconoscimento di Comune di affermata tradizione ceramica e fanno parte dell’Associazione Italiana delle Città della Ceramica (AiCC) che ha sede a Faenza.

La ceramica contemporanea di Burgio e Sciacca esprime una significativa evoluzione dell’antica tradizione figulina siciliana. Entrambe le località hanno saputo coniugare artigianato tradizionale e nuove tendenze, mantenendo vive le tecniche antiche e i caratteri prevalenti della tradizione, reinterpretandoli in chiave moderna ed esprimendo così un valido contributo di idee alla ceramica d’arte sul terreno della ricerca artistica, della sperimentazione e dell’innovazione, come testimoniato dalle opere in esposizione. L’obiettivo della mostra è dimostrare come la materia ceramica resti un terreno fertile per la riflessione culturale, artistica ed economica.

La scelta del museo regionale archeologico “A. Salinas” quale sede espositiva non è casuale: il museo custodisce una ricca e variegata collezione di ceramiche archeologiche, capace di documentare un ampio arco cronologico, dall’antichità al Medioevo. In questo contesto, le moderne invenzioni entrano in dialogo con le ceramiche preistoriche, corinzie e attiche, dando vita a stimolanti contaminazioni tra epoche, forme e linguaggi. Vasi, lucerne e crateri, un tempo destinati alla vita quotidiana o alle pratiche funerarie, si confrontano oggi con le creazioni dei ceramisti contemporanei. Ne nasce un dialogo attraverso i secoli, fondato sulla relazione tra tecniche e modalità espressive differenti, in cui la tradizione archeologica diventa occasione di confronto e di rilettura nel presente.

L’esposizione sarà aperta al pubblico fino all’8 novembre prossimo.