Potrebbero essere qualche migliaio gli olivicoltori dei paesi dei Monti Sicani a prendere parte all’assemblea di categoria che è stata organizzata per oggi, alle ore 18,30 a Burgio, all’interno dell’ex casello ferroviario, per affrontare la situazione della crisi olearia che si prospetta pesante per le prossime settimane quando entrerà nel pieno a raccolta delle olive. Dovrebbero arrivare in paese gli olivicoltori di Lucca Sicula, Villafranca Sicula, Calamonaci, Burgio, Caltabellotta, Ribera, Cattolica Eraclea, Montallegro, Cianciana, Alessandria della Rocca, Bivona, Santo Stefano Quisquina. Potrebbero essere pure presenti gli agricoltori di Sciacca e di una mezza dozzina di centri della Valle del Belice.
L’assemblea era stata programmata già da qualche giorno, prima che i sindaci e le organizzazioni di categoria incontrassero il presidente del Libero Consorzio di Agrigento Giuseppe Pendolino e successivamente il prefetto Salvatore Caccamo. Oggi dovrà essere deciso se continuare con il blocco della campagna di raccolta delle olive oppure se intraprendere altre azioni di lotta per sbloccare il prezzo del nuovo olio extravergine di cui si paventa il prezzo di vendita ai frantoi e ai commercianti nella misura di circa 6 euro al chilogrammo, con una riduzione rispetto all’anno scorso di circa il 40 per cento.
Il prefetto Caccamo ha preso l’impegno con gli ulivicoltori di portare subito le rivendicazioni della grave crisi del settore sul tavolo del Ministero dell’Agricoltura e di aspettarsi soluzioni rapide. Il grido dall’allarme degli agricoltori è unanime. “C’è il rischio concreto che le olive rimangano appese all’albero – dicono con rabbia – perché il prezzo di vendita del prodotto non copre le onerose spese sostenute nel corso dell’anno, dalla coltivazione alla potatura, fertilizzanti, raccolta, manodopera, frantoi. Non possiamo lavorare un intero anno in perdita”.
Quella di oggi è la più grave crisi del comparto perché gli addetti alla coltivazione e raccolta denunciano come sia entrato in Italia, forse senza i dovuti controlli, tanto olio non certificato e a prezzo bassissimo dai paesi del Nord Africa, con lo sconvolgimento dei mercati.





