Il mandorlo più grande del mondo al congresso internazionale di botanica in Turchia

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Diventa un oggetto di studio scientifico a livello mondiale il mandorlo individuato dai botanici Pasquale Marino e Francesco Maria Raimondo sui Monti Sicani, a Castronovo di Sicilia, sul territorio a cavallo tra le province di Agrigento e Palermo. La scoperta del monumentale albero di mandorlo amaro, superiore a 500 anni di vita, sarà presentata al XVIII Congresso Internazionale di Botanica del Mediterraneo (Optima), in programma a fine settembre in Cappadocia, Turchia, portando i Monti Sicani all’attenzione della comunità scientifica internazionale.

Oltre al valore botanico, il gigantesco mandorlo, alto 10 metri, con una circonferenza di 520 centimetri e con una chioma i 15 metri di diametro, rappresenterà la preziosa testimonianza della storia rurale del territorio siciliano, in un’assise con i più grandi studiosi del mondo e all’attenzione della comunità scientifica internazionale. Saranno appunto i due botanici siciliani, Marino di Cammarata e Raimondo di Castelbuono, a presentare dal 22 al 26 settembre, l’eccezionale scoperta del gigante verde che vive a 910 metri di altezza sul livello del mare, in seno al sistema montuoso che si affaccia sul Canale di Sicilia. Il simposio, che si occuperà dello stadio delle piante di tutta l’area mediterranea, si svolgerà presso il Centro Culturale e Congressi di Nevsehir della Cappadocia.

La vicenda, a livello locale, sta coinvolgendo anche il sindaco di Castronovo di Sicilia, Vitale Gattuso, che nelle settimane scorse è stato sul posto con i botanici, annunciando l’impegno a promuovere un percorso di tutela e valorizzazione del mandorlo, dalla varietà amara, attraverso iniziative volte alla sua conservazione e studio della pianta che sta suscitando interesse in tutta Italia, essendosi occupata di lei tutta la stampa nazionale.

Uno studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica ”Quaderni di Botanica Ambientale e Applicata”, frutto di una ricerca durata diversi anni. “L’ho avvistato la prima volta nel 2014 – ci dice il biologo Pasquale Marino – inizialmente mi era sembrato un pioppo o un salice, poi dalla fioritura è venuta fuori la natura della pianta. La ricerca è stata approfondita, completa in contrada Santa Caterina nel maggio di quest’anno e pubblicata a luglio”.