Conversazione con Leoluca Cascio sul cinema a Corleone di Maurizio Piscopo

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Ho conosciuto Leoluca, per gli amici Gianluca o Luca, mentre ero impegnato nella scrittura del libro Ci hanno nascosto Danilo Dolci. Il confronto con Luca è sempre stato un’esperienza positiva e di crescita. Tra le sue passioni c’è il collezionismo, gli studi, le ricerche storiografiche e il Cinema. Non tralasciando il forte legame con il suo paese, Corleone. Il nostro punto di incontro è la domenica al mercatino di Piazza Marina.

Il suo ultimo lavoro ha come titolo “Il Sipario strappato” Storia del teatro e del cinema a Corleone per i cento anni del Cinema Martorana. Leoluca ripercorre la storia del teatro comunale del Teatro Alfieri, proprietà della Compagnia dei Bianchi, del teatro popolare dell’opera dei pupi con il puparo Cocò Bentivegna e le compagnie teatrali di Corleone, sviluppando il suo racconto- memoria al cinema teatro Martorana voluto fortemente da Andrea Martorana di origini villabatesi, che faceva la spola per diversi paesi per proiettare le preziose pellicole come ha scritto nella prefazione il professore Tommaso Romano. La bellezza di questo libro che bisogna leggere con attenzione è costituta da aneddoti, bellissime illustrazioni mozzafiato e reperti d’epoca. Il libro è introdotto dal sindaco di Corleone Walter Rà che loda indagine di archivio di Leoluca Cascio e la ricerca sul campo di una memoria che andava salvaguardata e offerta alle nuove generazioni. Molto interessante l’introduzione del giornalista Mario Azzolini che si interroga sui cambiamenti che il cinema ha avuto nel corso degli ultimi anni. “Il cinema di oggi ha meno poesia, è sempre meno concreto e meno tangibile, da cinema collettivo è diventato un fatto privato nel salotto di casa, con la scelta del telecomando. Sono trascorsi cento anni dall’apertura del cinema Martorana ma nulla sembra cambiato, come non essere d’accordo con le parole di Azzolini?

Un ringraziamento al contributo culturale di Gaetano Martorana che loda l’autore per aver raccontato un pezzo di storia che non si poteva ignorare. Un ringraziamento va a Francesco Petranella per la gratitudine e l’attenzione mostrata per questo lavoro e alla colta prefazione di Tommaso Romano con i rimandi a Tolstoj con la dichiarazione universale “ Conosci il tuo paese e conoscerai il mondo.”

E adesso chiediamo a Leoluca di spiegarci qualcosa in più del nuovo libro…

– Quando nasce il libro “Il Sipario Strappato”?

Il libro nasce, come bozza, qualche anno fa. Poi impegni editoriali, per la realizzazione di altri volumi, mi hanno impedito di terminare le ricerche. A luglio di quest’anno il mio amico Franco Petranella, gestore del cinema Martorana di Corleone insieme alla moglie Angela Martorana e al cognato Domenico Minì, mi contattarono chiedendo il mio aiuto per preparare i festeggiamenti per i cento anni dell’attività. Proposi quindi l’idea di pubblicare “Il Sipario Strappato. Storia del teatro e del cinema a Corleone”. Corleone nell’Ottocento aveva un teatro privato, di proprietà della Compagnia dei Bianchi dello Spirito Santo, e uno comunale, i cui lavori iniziarono nel 1859 ma che non funzionò mai in tale veste sino a quando, nel 1948, ne fu affidata la gestione ad Andrea Martorana, ma unicamente per installare il cinema. A questi due teatri si aggiunsero, successivamente, quello dello stesso Martorana, nella nuova sede, e dei fratelli Scalisi, i quali adibirono entrambi i loro locali anche a sala cinematografica. Anche Corleone aveva inoltre negli anni Quaranta del XX secolo un teatro dei pupi, quello del corleonese Cocò Bentivegna. Un argomento dunque vario il quale si presentava lacunoso.

-Perché hai scelto questo titolo?

“Il Sipario strappato”. Nel 1868, alcuni benestanti facinorosi e nostalgici borbonici, per protestare contro la protratta chiusura del teatro comunale, lacerarono un vecchio sipario provocando l’intervento dei Carabinieri Reali. In verità esiste anche un altro motivo per il quale ho utilizzato questo titolo. Nel 1968 il teatro comunale, con la scadenza del contratto di concessione al Martorana e per il relativo terremoto, fu abbandonato al suo triste destino, sin quando nel 2005 il Comune di Corleone lo concesse alle Poste Italiane per impiantarvi la loro nuova sede. I lavori iniziarono a settembre di quell’anno concludendosi a fine novembre con l’inaugurazione dei nuovi locali. Soggettivamente, questo costituisce lo strappo intellettuale di un teatro negato alla fruizione; un’elusione della destinazione iniziale, avente funzione sociale, la quale sarebbe dovuta essere quella di un luogo di aggregazione culturale per l’intera comunità.

-In che modo il cinema di Corleone ha contribuito alla crescita della città?

Il cinema a Corleone, così come in tutti gli altri paesi, ha influito sul substrato culturale, sociale, economico e anche politico, degli abitanti. Ha fornito inoltre l’occasione a coloro i quali non erano mai usciti fuori dal loro circondario di vedere posti sconosciuti e conoscere tratti di storia. Il riferimento è anche ai film mitologici e documentali. Cinema e società sono infatti strettamente legati, fornendo inoltre a quest’ultima nuovi linguaggi di comunicazione, influenzati dai contesti storici.

-Quanto tempo c’è voluto per la scrittura di questo libro?

La fortuna è stata quella di avere già stilato in parte il testo. Ovviamente ho compiuto ulteriori ricerche presso sia l’archivio storico del Comune di Corleone che in quello della Compagnia dei Bianchi. Ho intervistato sul campo, come sempre faccio, coloro i quali hanno vissuto il boom cinematografico a Corleone negli anni Quaranta e Cinquanta del XX secolo. Ulteriore passo è stato quello di andare a Villabate al fine di ricavare notizie su Andrea Martorana, poiché quello era il suo luogo di provenienza. A dicembre il libro era pronto per la stampa anche grazie al grafico Vincenzo Fiore della Tipografia Aiello & Provenzano di Bagheria, e ovviamente a Franco Petranella e agli sponsor. Per l’occasione è stato anche emesso un bollo commemorativo per i cento anni del Cinema Martorana.

-C’è ancora un cinema funzionante a Corleone?

Il cinema Scalisi chiuse nel 1980, mentre l’attività sporadica del Cinema Martorana continua ancora oggi, tra lungaggini burocratiche e imprevisti, in attesa, si spera, di tempi migliori.

-Dove hai reperito le immagini fotografiche?

Le immagini fotografiche provengono dall’Archivio Fotografico Pietro Oliveri, dal fondo Scalisi e dal mio archivio privato.

-C’è speranza che i piccoli cine-teatri dei paesini della Sicilia si possano riaprire?

Sono cambiate molte cose, il cinema non svolge più il ruolo iniziale, vuoi anche per il mutato interesse. Non è un caso se i cinema di Palermo si sono diversificati e hanno creato i cinema multisala. Creare più possibilità di visioni per diversificare e adattarsi ai differenti interessi. Ma forse questo da solo non basta. Presso il Cinema Martorana infatti si esibiscono anche le compagnie teatrali di Corleone, la Cepros e la Ribalta.

-Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Tanti i progetti. Sto lavorando: insieme a Dino Paternostro, su Danilo Dolci a Corleone; sul santuario di Tagliavia, lavoro peraltro ultimato; sui fotografi dell’Ottocento a Palermo; sulla collezione di fotografi del XIX secolo di Tommaso Romano; sull’eroe risorgimentale Francesco Bentivegna… ed altro ancora…

Biografia

Leoluca Cascio nato a Corleone il 01 marzo 1973, dal 2002 si occupa di ricerche sul campo, relativamente alle Tradizioni Popolari, ed è cultore di antropologia. Lavora presso il Comune di Corleone all’ufficio cultura.

Ha curato diverse mostre, tra le quali:

Franco e Ciccio… non solo comici, Scuola di cinematografia Palermo, 4-6 giugno 2012; Beato tra le righe. Mostra su San Bernardo da Corleone. Corleone, chiesa dell’Annunziata 20 – 23 settembre 2017; Avvicinatevi amici… c’è Busacca, Taormina, Biblioteca comunale Sala Giovanni Di Giovanni 8 dicembre 2021-25 aprile 2022; L’eredità del cammisu e le Confessio Paschalis”, Corleone, Chiesa di San Ludovico – dal 23 marzo 2023 al 15 aprile 2023; ImpariAmo. L’istruzione scolastica a Corleone, Corleone, Complesso Monumentale Sant’Agostino, dal 14 dicembre 2023 al 6 gennaio 2024.

Tra le pubblicazioni:

2013, In bella mostra. Franco e Ciccio … non solo comici, Corleone, Tip. Cortimiglia; 2018, Ricordandovi con affetto. Fotografi, editori di cartoline e storia postale a Corleone, Bagheria, Plumelia; 2019, (a cura di) La Corleone di Pietro Oliveri, Bagheria, Plumelia; 2021, Tra le righe e le corde. La chiesa dei Cappuccini di Corleone, i resti mortali di San Bernardo, Bagheria, Plumelia; 2022, Il teatro della festa e il suono della Passione. La Settimana Santa a Corleone, Corleone, Edizioni Lo Strillone; 2022, (a cura di), La mia storia. Turiddu Bella, introduzione di Sergio Bonanzinga, Palermo, Fondazione Buttitta; 2025, Riavulicchiu Testamento e nannu. Il Carnevale a Corleone, Corleone, Edizioni Lo Strillone.