Il documento redatto dall’associazione ALA dopo l‘assemblea degli agricoltori giovedì sera.
“Neanche Tomasi di Lampedusa avrebbe potuto immaginare un tale peggioramento”: L’agricoltura siciliana sull’orlo del collasso per l’inerzia e la cattiva gestione delle risorse idriche.
L’associazione Liberi Agricoltori (A.L.A.) dichiara ufficialmente lo stato di agitazione in risposta alla gestione insostenibile e, a nostro avviso, lacunosa, delle risorse idriche destinate all’agricoltura nel nostro territorio. Nonostante l’attenzione della magistratura, la situazione continua a precipitare, confermando, in peggio, quanto già descritto nel profondo pessimismo storico di autori come Tomasi di Lampedusa.
Domande senza risposta sulla bretella Gammauta-Castello e 72.000 m³ di acqua dispersa.
L’A.L.A. solleva interrogativi urgenti in merito all’attivazione della bretella idrica che collega la diga Gammauta alla diga Castello:
Mancata attivazione nonostante il flusso continuo: come mai dal 4 settembre scorso la bretella è stata attivata solo per tre giorni, nonostante i dati pubblicati dall’Autorità di Bacino evidenzino un discreto e continuo flusso in entrata che alimenta la diga Gammauta ?
Dispersione idrica inspiegabile: durante i soli tre giorni di funzionamento, si è verificata una dispersione idrica massiva. I dati ufficiali rilevati evidenziano che a fronte di un prelievo totale dalla diga Gammauta pari a 137.000 metri cubi (dati Autorità di Bacino per i giorni 22, 23 e 24 ottobre), il Consorzio di Bonifica AG3 ha dichiarato il trasferimento di soli 65.000 metri cubi alla diga Castello.
Dove sono finiti 72.000 m³ ? La differenza inspiegabile di 72.000 metri cubi di acqua, un volume vitale per l’agricoltura, è andata dispersa e ad oggi nessuno ha fornito una spiegazione credibile su dove tale risorsa sia effettivamente finita.
Inerzia attuale: nonostante la diga Gammauta detenga attualmente un invaso di circa 270.000 metri cubi, la bretella non viene inspiegabilmente attivata per il travaso.
Ritardi naccettabili nella rete Poggiodiana-Magazzolo
A questo si aggiunge l’inadempienza del Consorzio di Bonifica, il quale, pur avendo ultimato i lavori di ripristino della condotta Poggiodiana-Magazzolo da circa 13 giorni, non ha ancora provveduto al posizionamento e alla messa in funzione delle motopompe necessarie per la distribuzione dell’acqua.
Richiesta di intervento del Prefetto
Per tutte le motivazioni esposte—l’inefficacia della gestione, la dispersione idrica inspiegabile e i ritardi operativi—gli agricoltori sono in stato di agitazione permanente.
L’associazione Liberi Agricoltori chiede formalmente alle amministrazioni e ai consigli comunali del territorio di farsi portavoce e di sollecitare con la massima urgenza un intervento di Sua Eccellenza il Prefetto, dott. Salvatore Caccamo, affinché venga fatta chiarezza immediata sui fatti e si provveda a una gestione delle risorse idriche finalmente trasparente ed efficace”.
D’Angelo Dino Giovanni, presidente ALA





