E’ un braccio di ferro quello che tiene banco in questi giorni tra agricoltori, amministratori comunali e sindacati circa l’acqua da immagazzinare per uso irriguo nelle dighe e nei laghetti collinari del territorio. I coltivatori sono in stato di agitazione da settimane e minacciano una manifestazione di protesta sia a Ribera che sulle rive dell’invaso di Gammauta in territorio di Palazzo Adriano. La causa va ricercata nella richiesta alla Regione Siciliana e al consorzio di bonifica AG 3 di trasferire l’acqua dalla traversa Gammauta, attraverso l’adduttore per caduta naturale, alla diga Castello di Bivona e dimettere in funzione le due grosse motopompe in contrada Poggio Diana, sul fiume Verdura, per convogliare l’acqua nel laghetto Gorgo di Montallegro e nei laghetti collinari del territorio.

Oggi la situazione è paradossale perché l’acqua, proveniente da piogge e da sorgenti, se ne va a mare inutilizzata, mentre gli agricoltori disperati piangono perché tutta l’agrumicoltura e l’economia sono andate a rotoli. Il sindaco Matteo Ruvolo ha più volte richiesto l’intervento della Regione. Il commissario per l‘emergenza idrica in agricoltura Fulvio Bellomo ha risposto l’8 novembre con un ordinanza che dispone il trasferimento, ma l’adduttore per il Castello è ancora fermo come ferme sono le motopompe da istallare a Poggio Diana.
Sulla stessa vicenda si innesta la protesta dei sindacati della Cgil Flai e della Uil Filba nei confronti della dirigenza del consorzio di bonifica AG 3 che non si è presentata all’autoconvocazione per discutere prima del mancato pagamento di alcuni stipendi dei 230 lavoratori ed impiegati della struttura consortile, come già era successo nella scorsa primavera, e poi del mancato avvio della campagna per riempire gli invasi, Castello e Gorgo, presenti sul territorio. E’ in programma per domani, venerdì, una assemblea di lavoratori e sindacati nella sede di Ribera.





