Uno dei siti più interessanti dal punto di vista ambientale di Ribera la “Grotta di santa Rosalia” sarà al centro della speciale “lezione” che, nell’ambito delle attività dell’Università popolare della terza età gestita dall’Auser Ribera, sarà tenuta mercoledì pomeriggio a partire dalle 18.30 nella sede dell’associazione di volontariato di corso Regina Margherita 266. In cattedra salirà Mimmo Macaluso, medico chirurgo, Ispettore Onorario ai Beni Culturali della Regione Siciliana, sommozzatore e ricercatore, il quale descriverà una struttura sotterranea che fa parte del sistema sorgentizio di Santa Rosalia, realizzato con la funzione di presidio di captazione della falda acquifera. Si tratta di una rara testimonianza di antiche tecniche di sfruttamento delle acque, rappresentate da canali scavati nella roccia, chiamati “Qanat”. Queste strutture furono ideate circa 4.000 anni fa nell’antica Persia per fronteggiare una crisi climatica e progressivamente si diffusero in tutto il Mediterraneo: quello identificato a Ribera, potrebbe essere uno degli ultimi ad essere stato realizzato e Mimmo Macaluso lo ha definito il “Qanat delle meraviglie”, non soltanto per la sua valenza storica.

“È ancora possibile – osserva Macaluso – alla fine del primo quarto di secolo del 2000, in un’epoca ipertecnologica dove ogni centimetro della Terra è monitorato da reti satellitari, rinvenire straordinarie strutture che sono rimaste celate per secoli. Si continua ad effettuare straordinarie scoperte, soprattutto in un territorio come quello di Ribera, che, dotato dalla natura di terre fertilissime e di acqua, è stato teatro di frequentazioni e stanziamenti umani, sin dal neolitico ed è inappagabile la gratificazione apportata del piacere della scoperta, come i ritrovamenti nel territorio riberese, di monumenti sepolcrali tipo dolmen, testimonianze di una tecnica costruttiva definita dal compianto Sebastiano Tusa “megalitismo ridotto” incastonati da millenni nel costone calcarenitico pliocenico giallo ocra, che fronteggia il castello di Poggiodiana”. Di rilievo l’ultima scoperta (o meglio una riscoperta in quanto quest’opera era stata rinvenuta negli anni ’70 del secolo scorso, ma non studiata), una struttura idraulica atta ad intercettare e convogliare all’esterno la falda acquifera dal costone roccioso sul quale fu costruita Ribera, una galleria che fa parte del sistema sorgentizio di Santa Rosalia: l’integrazione tra lo stadio in situ e quello negli archivi, ha consentito di identificarne la datazione e la funzione di questa struttura”.

Per l’occasione saranno proposte immagini molto suggestive ricavat surante l’esplorazione del sito che è ricordato anche perché soprattutto nel corso della seconda Guerra mondiale è stato trasformato in una sorta di riparo dai bombardamenti.
Totò Castelli





