«Ho attraversato tutta la città.
Poi ho salita un’erta,
popolosa in principio, in là deserta,
chiusa da un muricciolo:
un cantuccio in cui solo siedo;
e mi pare che dove esso termina
termini la città».
Trieste è una città unica e irripetibile, bella colta, raffinata è tra le città più cosmopolite d’Italia. Ricca di storie, poesia e sentimenti, una delle culle del modernismo. Terra di confine e di grandi scrittori. Con la sua ricca storia e le sue influenze culturali ha dato i natali a numerosi intellettuali che hanno lasciato un segno indelebile nel panorama culturale italiano e internazionale. Tra i più noti ricordiamo Italo Svevo, Umberto Saba, Claudio Magris, Scipio Slataper, Srecko Kosovel e molti altri. La letteratura è presente nelle vie, nelle piazze e negli scorci della città. Nella bottega di via San Nicolò ho avuto il piacere di conoscere un uomo di cultura che vive con i libri dei grandi scrittori. Massimo Battista dirige la libreria Antiquaria Umberto Saba un bene prezioso per l’umanità che va salvaguardato. E’ uno scrigno di 80 metri quadrati che contiene 20 mila volumi antichi che il poeta triestino raccolse in via San Nicolò a Trieste. Grazie a Massimo Battista la libreria ha ripreso la sua attività dal 28 gennaio 2025. E’ uno dei luoghi più visitati dai bibliofili e dai turisti di tutto il mondo. A Massimo che ha una grande cultura ed una gentilezza che lo distingue desidero porre qualche domanda.
-Quando nasce la tua passione per i libri, cosa rappresentano nella tua vita?
È una passione che mi ha sempre accompagnato da quando ero bambino, sfogliando i libri che trovavo a casa, ma che ha avuto il momento più alto durante l’adolescenza, quando uno inizia a cercare il suo posto nel mondo.
-Qual è il potere di un libro nel mondo in cui viviamo?
Un libro aiuta a creare nel lettore empatia. A vivere delle vite che non sono la nostra permettendoci, tramite l’immedesimazione di capire le conseguenze delle nostre azioni. Ci aiuta a pensare alle parole da utilizzare nella vita di tutti i giorni.
-Qual è il vero prezzo di un libro?
Ritengo sia un fattore soggettivo. Tendiamo a dare un prezzo più alto, quindi un valore più alto a opere che in qualche modo hanno un valore emotivo.
-È vero che anche un vecchio libro è sempre utile?
Sicuramente ti fa vedere le cose in modo diverso rispetto ai libri attualmente in commercio, non per forza più esatto, ma un altro punto di vista su un argomento è sempre una buona cosa.

-Dopo un anno di restauro sei riuscito a ridare vita a una delle più belle librerie del mondo, la libreria antiquaria Umberto Saba. Quali difficoltà hai incontrato per realizzare questo sogno?
Il merito va senza dubbio alla famiglia Cerne, alla figlia Ada e alla moglie di Mario l’ultimo proprietario. Sono state loro – assieme al loro legale l’avvocata Giuressi – alla fine del 2024 a pensare al mio nome tra i diversi librai presenti in città. Per me è un sogno che si ripete ogni volta che rientro in libreria. Difficoltà ci sono certo, una libreria – soprattutto se antiquaria – non ha più gli incassi che aveva un tempo, si vendono meno libri ma è proprio per questo che bisogna alzare il livello dell’offerta, proporre libri interessanti, rari e di difficile reperibilità.
-Chi ha definito questo luogo la bottega dei miracoli?
Bottega dei miracoli è uno dei tanti nomi attribuiti alla Libreria assieme a quello di antro oscuro.
-Il 1 ottobre del 1919 inizia la storia della libreria che ha permesso a Umberto Saba di raggiungere una modesta ma decorosa indipendenza economica e di scrivere bellissime poesie…
Terminata la rendita che la zia gli concedeva, Saba si trova a un punto in cui l’indipendenza economica era un aspetto importante per lui che voleva vivere di poesia.
-Cosa è cambiato?
Tanto. Ma non tutto. L’amore per i libri che spingono alcune persone a entrare in una libreria è immutato. Ma sono cambiati i gusti e, se mi permetti, il portafoglio. Per gusti mi riferisco, per esempio, che è più facile che un cliente compri un piccolo libretto – magari costoso – rispetto a un’ opera in tre o più volumi. Il motivo? Semplicemente non c’è più spazio nelle case per tenere una biblioteca privata di grandi dimensioni.

-Chi erano i numerosi clienti che frequentavano la tua libreria luogo di ritrovo per scrittori e artisti?
Quasi tutti gli intellettuali triestini sono passati da qui: Giotti, Stuparich, Quarantotti Gambini, Serra, Pittoni, Mattioni. L’elenco è molto più lungo.
-Qualcuno ha scritto, che la libreria era un rifiuto, un riparo dagli altoparlanti del fascismo e al mondo volgare che lo circondava, aperto agli amici e agli intellettuali progressisti…
Sicuramente Saba cercava un rifugio da un mondo che lui stesso definì incattivito e incretinito. E per un po’ lo è stato. Ma poi le vergognose leggi razziali bussarono anche alla sua porta.
-Chi sono i clienti che oggi frequentano la libreria e quali libri cercano?
I clienti attuali sono un gruppo piuttosto eterogeneo. Ci sono soprattutto turisti, da ogni parte di Italia e del mondo. Attirati dalla figura del poeta o semplicemente dal fascino della libreria più antica di Trieste. Comprano un po’ di tutto. E poi ci sono i vecchi amici di Mario Cerne che tornano commossi nel vedere la libreria dopo il restauro. La libreria diventa così un luogo di incontro.

-Come è cambiata Trieste dai tempi di Saba?
Difficile rispondere, dipende sicuramente da che punto di vista la si guarda. Era una città isolata dal resto dell’Italia per molto tempo, ora è una meta turistica importante. È stata una città poco intellettuale ma molto commerciale. Ora anche questo aspetto è cambiato. La Storia qui è passata prepotente e ha lasciato strascichi importanti nelle persone.
-E’ vero che Saba aveva un brutto carattere’?
Stando alle testimonianze dell’epoca, dei clienti della libreria e ai suoi conoscenti sì, non aveva un carattere facile.
-Saba ha dato a Trieste fama nazionale a un’attività antiquaria con il contributo di Carlo Cerne?
Sicuramente Saba l’ha raccontata. Scrisse “io il mondo l’ho guardato da Trieste” e la sua visione della città è quella che la descrive meglio, come fecero anche molti scrittori dopo di lui da Svevo a Jan Morris e più recentemente da Federica Manzon a Mauro Covacich. Ma è la famiglia Cerne, prima Carlo e poi Mario, a portare la libreria ai giorni nostri. Il lavoro certosino di Carlo e la scelta di Mario di non lasciare la libreria nei periodi più difficili ha fatto sì che oggi siamo ancora qui a parlare di questo luogo così importante per la città.
-Ho letto che bisognerebbe leggere soltanto i libri che mordono e pungono. Qual è la tua opinione?
Ritengo che, a volte, anche un libro innocuo possa far bene. Alla fine nei libri ricerchiamo sempre una traccia di noi stessi. Qualcosa che ci risuona dentro. E a volte va bene sia il libro che morde che quello che ti accarezza.
-Quanto è importante l’uso della parola nel mondo in cui viviamo?
L’uomo è un essere capace di creare dei mondi attraverso la parola che sia scritta o parlata. Siamo fatti di storie e quindi sì: la parola è importante. Ma come la parola costruisce così la parola può distruggere. Bisognerebbe imparare a dosarle meglio.
-“Il libro appartiene a quella generazione di strumenti che una volta inventati, non possono essere più migliorati, come la forbice, il martello, il coltello, il cucchiaio, la bicicletta”…
Lo disse Eco, giusto? Come non essere d’accordo. Nel tempo ci sono stati tanti tentativi di cambiarne la forma… ma alla fine si torna sempre al punto iniziale. Quello dalla forma perfetta.

-Perché in Italia si legge così poco?
Viviamo in una società con “armi di distrazione di massa”. L’uso della tecnologia ha occupato quei tempi morti (il viaggio in treno, sui mezzi o in fila dal dottore per esempio) che prima si occupavano leggendo. Ora è più facile usare il cellulare e passare il tempo lì perché non richiede impegno. In più se i genitori a casa non leggono non si creano nuovi lettori, tutto sommato è semplice.
-Jorge Luis Borges afferma che non è stato Dio a creare il mondo, ma sono i libri ad averlo creato. Cosa ne pensi?
Credo che un libro ti possa, in qualche modo, cambiare la vita. Possa darti una visione, a volte solo una frase può cambiare il tuo punto di vista sul mondo e cambiare quindi il mondo stesso.
-Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Per quanto riguarda la Libreria Saba sono due i canali sui quali, attualmente, mi muovo: l’attività commerciale e quella museale.
Entrambe devono crescere per poter proporre al pubblico cose così interessanti che lasci a chi visita la libreria la sensazione di trovarsi in un posto unico e speciale.

Biografia
Massimo Battista, triestino, si laurea in Drammaturgia al DAMS dell’Università degli Studi di Trieste con una tesi dedicata a J.M. Barrie.
Dopo la laurea, prosegue la sua formazione a Milano, dove consegue un Master in Fotografia dello Spettacolo presso l’Istituto Europeo di Design, dedicandosi per diversi anni alla fotografia.
Appassionato bibliofilo, è esperto di libri rari e prime edizioni, che colleziona e racconta dal 2015 nel suo blog La biblioteca che vorrei (www.labibliotecachevorrei.it).
Nel 2023 apre a Trieste la libreria antica e moderna Zeno Bandini, in via del Lazzaretto Vecchio, una via molto cara Umberto Saba.
Dalla fine del 2024 è il libraio incaricato dagli eredi di Mario Cerne alla gestione della storica Libreria Umberto Saba, la più antica e prestigiosa della città.





