Ribera-Sciacca: Scoppia la guerra politica per l’ospedale. Accuse e contraccuse tra i deputati Michele Catanzaro e Carmelo Pace.

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A dare il via saranno state le dichiarazioni dell’on. Catanzaro (PD) rilasciate ad una emittente televisiva di Sciacca con la pesante dichiarazione “Nessuno vuole chiudere l’ospedale di Ribera, ma servono scelte chiare : non possiamo permetterci duplicati inutili che indeboliscono entrambe le strutture. Basta doppioni servono scelte coraggiose”.

Non si è fatta attendere la risposta della DC di Ribera, del segretario cittadino e del gruppo consiliare democristiano che contestano le dichiarazioni di Catanzaro.

Ecco la nota che ci è pervenuta in merito alla vicenda che vede contrapposti i personaggi politici sulla tema del “Giovanni Paolo II” di Sciacca e sul “Fratelli Parlapiano” di Ribera che figurano come Ospedali Riuniti.

Così replica subito la DC riberese.

“La Democrazia Cristiana segue con molta attenzione gli sviluppi legati alla situazione dei presìdi ospedalieri di Sciacca e di Ribera.

Le iniziative intraprese dai rappresentanti del nostro partito, a livello locale, provinciale e regionale, hanno la finalità di garantire una Sanità di qualità assicurando, al contempo, il sacrosanto diritto alla salute dei nostri cittadini e di tutti gli utenti che raggiungono i nostri ospedali dai comuni dell’hinterland e della provincia.

Apprendiamo dagli organi di stampa, con un certo sgomento più che con stupore, le dichiarazioni dell’on. Michele Catanzaro che, ancora una volta, esprime chiaramente e apertamente un concetto che rispecchia il suo pensiero, oltre che un suo vecchio orizzonte: la volontà di chiudere l’ospedale di Ribera!

Si tratta di dichiarazioni campanilistiche, egoistiche e, soprattutto, irresponsabili alle quali il capogruppo all’ARS del Partito Democratico in questi anni ci ha abituato.

Finché si limita, come gli viene spesso rimproverato dai suoi concittadini, a non portare a casa, rispetto ad altri suoi colleghi di collegio, risultati per Sciacca e il suo territorio, non crea alla nostra comunità un danno diretto. Ma se la sua inadeguatezza politica partorisce, con dichiarazioni gravissime, l’idea che l’ospedale di Ribera sia di troppo, è nostro dovere alzare la voce informando doverosamente l’opinione pubblica e mettendo in campo le iniziative necessarie.

Nessuno di noi ha dimenticato che, insieme ad altri, l’on. Catanzaro ha consentito la chiusura dell’ospedale che non si trova nella sua città. Ma tutti siamo consapevoli, dopo gli sforzi che hanno portato alla sua riapertura, che il “Fratelli Parlapiano” di Ribera va difeso. Ogni giorno, da attacchi beceri, da speculazioni politiche, da disegni oscuri che nulla hanno in comune con il tema della Salute.

Mettere in contrapposizione i nostri due ospedali, considerandole strutture che “si scimmiottano” e alimentando la malsana e bizzarra idea che la chiusura del presidio di Ribera possa risolvere i problemi di organico del presidio di Sciacca, non solo rischia di mettere in conflitto due comunità che, invece, dovrebbero fare sistema e fronte comune in nome di una sanità giusta che offra assistenza, cure e risposte a tutti i cittadini, ma rappresenta una visione e un modo di fare politica impossibile da condividere perché tende a innescare meccanismi divisivi dimenticando il vero obiettivo che ci accomuna: salvaguardare i nostri ospedali, gli ospedali del nostro territorio.

Il deputato saccense a parole dice di “vergognarsi” pubblicamente del governo Schifani, ma la sua opposizione finta e falsa a Palermo non trova stranamente riscontro in provincia di Agrigento, territorio in cui è artefice dell’inciucio alle recenti provinciali e nel quale riesce pure abilmente a prendere parte, da deputato invisibile, a quei tavoli di maggioranza convocati per scelte in ambito sanitario.

Come partito e gruppo consiliare della Democrazia Cristiana di Ribera, condanniamo senza appello le dichiarazioni dell’on. Catanzaro sulla chiusura di uno dei nostri ospedali e ribadiamo l’impegno del nostro partito, del nostro capogruppo all’ARS, on. Carmelo Pace e di tutti i nostri rappresentanti a ogni livello, per tutelare e difendere, con gli strumenti concessi dalla legge nell’ambito delle istituzioni, la presenza dei nostri presìdi ospedalieri e il diritto alle cure e alla salute di tutti i cittadini”.