Ribera: Bloccare l’ingresso a via Tevere con un muro per evitare lo spaccio di droga. La proposta è di don Antonio Nuara

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Il rettore della chiesa di San Pellegrino don Antonio Nuara propone, con un appello inviato al sindaco Matteo Ruvolo, di chiudere l’accesso a via Tevere per evitare lo spaccio di droga da parte degli extracomunitari. La lettera è intitolata “Centu chiappi”.

“L’uomo della strada che è pratico e concreto, eliminerebbe una centrale di spaccio di droga, operante 24 ore su 24, con appena 100 chiappi di conci di tufo e un giorno di lavoro di 2 operai – scrive don Nuara – La concretezza non si confà con i megaprogetti che investono Scuole di “grido” e che, se tutto va bene, il risulato forse si vedrà fra 10 anni. Intanto lo spaccio continua, tanti ragazzi continueranno a morire dentro e tante famiglie vivere nell’angoscia. Dopo diversi approcci avuti con chi ci amministra e che si sono coniugati sempre con il verbo “vedremo”, desidero ripetere l’appello rendendolo pubblico, rivolgendomi sempre agli stessi con cui ho interloquito: “Dum Romae loquitur, Saguntum expugnatur” (mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata). È una espressione dello scrittore latino Sallustio e usata dal Cardinale Salvatore Pappalardo in occasione dei funerali del Gen.le Alberto Dalla Chiesa, ucciso dalla mafia”.

“ Signor Sindaco – continua ancora don Antonio – in attesa, perchè non chiudere il varco che c’è in Via Tevere? Se è necessario, dei privati cittadini ci accolliamo la spesa di eliminare il cancello e completare il muro con i conci di tufo. Dico di più, faremmo anche dei buchi alla base per fare scorrere l’acqua piovana. Del resto quelle case abbandonate non hanno più proprietari che, a suo tempo sono stati risarciti. Quando poi si faranno le grandi opere, quel muro si può sempre abbattere. Intanto si può dire che è stata fatta qualcosa per i nostri ragazzi e i nostri giovani”.