Ribera: Domenica una piazza sarà intitolata al compianto ing. Serafino Mazzotta

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Domenica 14 agosto alle ore 18:00 con una semplice cerimonia, nella ricorrenza della sua nascita, si scoprirà un cippo nella piazzetta che l’attuale Amministrazione Comunale di Ribera, su richiesta del WWF Sicilia Area Mediterranea e della Coop. Sociale Nica Onlus, ha intestato all’ingegnere Serafino Mazzotta, deceduto quarantadue anni fa.

Chi era l’ing. Serafino Mazzotta ?

Alla fine degli anni settanta, dopo l’approvazione dello strumento urbanistico comprensoriale post terremoto del Belice, Ribera fu interessata da una certa volontà di produrre abitazioni che consentì di lottizzare alcune grandi aree del paese.

In particolare, di fronte il nascente (allora) nuovo ospedale e dietro la ex vetreria Tortorici (oggi Conad e Grande Oriente).

In queste due zone furono presentati altrettanti piani esecutivi (di lottizzazione) che si distinsero dai pochi altri per la presenza di una diffusa proprietà.

Centinaia e centinaia erano i soggetti da mettere d’accordo e, contro ogni previsione che vuole fallita in partenza le grandi società, vi fu invece un accordo fra le parti che consentì di portare a termine l’approvazione delle lottizzazioni.

A mettere d’accordo tutti, tessendo un intreccio di difficile equilibrio, fu un giovanissimo ingegnere, Serafino Mazzotta, che, ventenne, riuscì in una impresa per altri impossibile.

Serafino Mazzotta, classe 1950, si era laureato al Politecnico di Torino nel 1974 e già nel 1975 (a 25 anni di età) aprì il suo studio prima in Corso Umberto I e dopo in via Crispi, angolo via Verga, per poi trasferirsi in via Chiarenza qualche anno dopo, chiudendo l’attività nel 1982 in via Parlapiano.

La sua opera di ingegnere fu molto apprezzata a Ribera, dove intervenne per lo svolgimento di centinaia di incarichi in pochi anni, sempre portati a termine con scrupolo, perizia e successo.

Ha insegnato Topografia all’Istituto Tecnico per Geometri di Ribera, lasciando un solco profondo nei suoi allievi che hanno avuto modo di apprezzare il suo animo fattivo e propositivo.

Purtroppo, a soli 31 anni, viene colpito da un cancro che nel giro di meno di un anno lo strappa alla vita ed alla giovane moglie e ai suoi due figlioletti di 2 e 4 anni.

Perché dedicare alla sua memoria un luogo del paese? Quel luogo, quella zona, è stato calpestato, misurato, picchettato, livellato, squadrato, disegnato proprio da lui, con una perizia che pochi altri possono avere. In quei luoghi, quel giovane ingegnere, ha lasciato parte della propria opera che non ebbe la fortuna di poter vedere realizzata.

Morì dopo l’approvazione di tutti i progetti, ma senza che la urbanizzazione, e tanto meno i fabbricati, fossero realizzati, dalla via Magone (ora Brodolini) alla Ferrovia (ora dismessa), dalle vie Stoccolma, Budapest e Nuova Circonvallazione (ora Berlinguer) alle vie Quasimodo e Cellini.

In quest’area d’espansione del paese, quasi per volontà superiori, una piazzetta è rimasta senza nome, quella che attualmente finisce sulla recinzione dei depositi di legname della ditta Tallo, e dalla via Canova, finiscono le vie Sofia e Belgrado.

È una piccola piazzetta che meriterebbe senz’altro di essere intitolata a qualche personalità. E quale personalità può essere più adatta del giovane ingegnere, Serafino Mazzotta che ha progettato quei luoghi, quelle strade, quei marciapiedi, le reti di distribuzione idrica, elettrica, telefonica, le fognature e la pubblica illuminazione.

Intestarla a questa giovane vita, rubata alla nostra comunità dalla malasorte, è il giusto riconoscimento di questa terra ai suoi figli che l’hanno onorata.