Ritratti: artiste del nostro tempo Maurizio Piscopo incontra Daniela Ciriminna

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Nella splendida chiesa Madre di San Giovanni Battista di Bisacquino, in un momento di pausa, ho conosciuto Daniela Ciriminna una persona speciale, un’artista, una restauratrice di lunga esperienza che svolge il suo lavoro con competenza e passione. L’ho ammirata perché chi restaura ridà la vita alla storia dell’umanità. Quando Daniela inizia un restauro il tempo si ferma e nel cielo c’è sempre il sole che splende. Per lei i monumenti sono come le persone e se ne prende cura con grande attenzione, allo stesso modo di un chirurgo che sa che la vita di un paziente è nelle sue mani e non si può permettere di sbagliare. Daniela è capace di rimanere a lavorare per ore in silenzio e a grandi altezze. Quando finisce una lunghissima giornata di lavoro lei è molto stanca ma riesce sempre a sorridere…

-Da chi hai appreso l’arte del restauro?

Iniziai da subito con i cantieri di restauro dopo aver conseguito il diploma di Accademia delle Belle arti di Palermo, ebbi la fortuna di mettere le mani sulle lavorazioni degli stucchi preziosi del Serpotta nell’Oratorio di San Lorenzo… un vero gioiello architettonico!

-Si corrono dei rischi nel tuo lavoro?

Si. Assolutamente. Il restauratore può essere soggetto ad un rischio sia fisico, che chimico e proprio per questo motivo che si svolgono corsi annuali sulla sicurezza dei lavoratori.

-Hai mai lavorato su grandi altezze imbracata con corde e dispositivi di sicurezza?

Ovviamente operare su ponteggi di grandi altezze fa parte del nostro lavoro, è obbligatorio dotarsi degli opportuni equipaggiamenti di sicurezza e di protezione individuale che hanno la finalità di evitare ogni rischio.

-Quali sono i segreti del restauro?

Ogni monumento, ogni opera d’arte sono il fondamento della nostra società, conoscerli e conservarli è un nostro preciso dovere. Ciò che giunge dal passato necessita di cura e attenzione per poterla preservare nel futuro e consegnarla alle nuove generazioni …ecco qual è il vero segreto.

-In cosa consiste il lavoro del restauratore e quali sono gli strumenti di lavoro?

Il lavoro del restauratore è complesso e la manualità è uno dei requisiti principali, gli strumenti e i materiali adoperati variano di volta in volta, dipende dall’operato, gli scalpellini ad esempio vengono utilizzati nei supporti lapidei, i pennelli invece sono strumenti importanti quando si lavora su superfici come un affresco, pitture murarie.

-Che cosa si intende per restauro estetico e per restauro conservativo?

La definizione di restauro estetico non esiste, se noi andiamo a vedere la storia del restauro questo appellativo è improprio …si può parlare di restauro storico, di restauro filologico, fino ad arrivare al ‘900 con un restauro di consolidamento di ricomposizione e di innovazione. Per quanto riguarda il restauro conservativo ovviamente ogni opera d’arte che sia pittorica, tessile o architettonica è volto a conservare ciò che noi troviamo senza aggiungere nulla di nuovo. La nostra operazione è quella di bloccare tutti quegli elementi di degrado che possano apportare maggiormente e in futuro altre problematiche di deterioramento, ornamento, poi sta alla valutazione della Soprintendenza dei Beni culturali come agire sull’operato.

-Hanno un valore i falsi d’autore?

I falsi d’Autore possono avere un valore, guardando al passato come ad esempio le scuole di Tiziano che seguivano le caratteristiche e le tecniche originali dei dipinti. Molte volte ci ritroviamo di fronte ad opere che sono falsi d’Autore perché imitavano la tecnica e di conseguenza possono avere un valore artistico.

-Quali sono le difficoltà che incontri nel tuo lavoro?

Svariate possono essere le difficoltà di un restauratore che opera … ad esempio quella fisica cioè la stanchezza, lo stare in piedi molte ore a temperature come il freddo e il gelo soprattutto quando si opera all’esterno come ad esempio sulla facciata di un fabbricato. Oppure le difficoltà decisionali come un degrado importante dove l’intervento sta a dover scegliere, preservare e non sconvolgere troppo l’operato dando una leggibilità all’opera d’arte.

-E’ vero che il tempo rende gli oggetti più fragili?

Ovviamente si….ad esempio per quanto riguarda l’opera architettonica della Chiesa Madre di Bisacquino dove svolgo al momento il mio intervento di restauro, abbiamo notato in questa fabbrica che si trova in un ambiente molto umido che con il passare dei secoli ha comportato la formazione di un attacco biologico come licheni, muschi e funghi ma anche problemi statici dovuti al movimento del terreno. Tornando alla domanda …tutto invecchia, noi andiamo dall’estetista e le opere d’arte vanno dal restauratore.

-Come si agisce quando i dipinti vengono ricoperti da una patina giallastra o grigia?

La patina che si trova al di sopra di un dipinto molto probabilmente è il segno del tempo sull’opera, sono tutti quei fenomeni naturali che sono la conseguenza del passare degli anni, quindi se teniamo in considerazione il concetto di restauro conservativo abbiamo rispetto di quel passaggio e in base all’esperienza e alle difficoltà decisionali si intuisce se la patina giallastra è il passaggio del tempo dell’opera o è sporcizia.

-Esiste in Sicilia una scuola di restauro?

Si. Il corso di laurea della Conservazione e Restauro dei Beni Culturali.

-Quando a Firenze è straripato l’Arno moltissimi libri e opere d’arte si sono bagnate ma grazie ad un paziente lavoro sono state recuperate…

Nell’alluvione dell’Arno del 4 novembre 1966 …sono stati gravemente danneggiati giornali, tesi di dottorato, riviste, opere moderne ma soprattutto dei volumi storici molto importanti della biblioteca di Firenze. Questa catastrofe ha portato tantissimi aiuti sia economici sia l’impegno di numerosi restauratori detti anche angeli del fango …Grazie a Emanuele Casamassima direttore della biblioteca di quel tempo che è stato in grado di organizzare un vero e proprio centro di restauro del libro più grande del mondo, e in poche settimane di lavoro sono stati estratti dal fango tonnellate di volumi che asciugati con un pronto intervento hanno permesso la sopravvivenza di molte opere che altrimenti sarebbero state irrimediabilmente perdute. Il laboratorio era stato ubicato nella centrale termica della stazione ferroviaria.

-Quanto tempo occorre per restaurare una chiesa?

In base alle problematiche che può presentare un fabbricato, non si può dare un tempo prestabilito tutto dipende dal degrado presente nella struttura.

-Cosa consiglieresti ad un giovane che vuole intraprendere questo lavoro?

Gli direi che il mestiere del restauratore è molto affascinante, ma bisogna essere particolarmente predisposti alla manualità e all’ amore per l’arte e l’antico, questo è il consiglio che darei ad un giovane.

-Esiste una carta della Conservazione del Restauro?

Alla fine del XVIII secolo si ebbe l’esigenza di tutelare i monumenti dalle distruzioni e alterazioni causate da lavorazioni non consone; i principali interpreti di quel periodo furono William Morris e John Ruskin che ebbero un’ enorme influenza sull’elaborazione teorica della disciplina. Dopo anni di sperimentazioni si giunge ad una complessa elaborazione di documenti inerenti a guidare gli interventi di restauro e nascono così le cosiddette “Carte del Restauro”dalla Carta di Atene 1931 fino alla Carta di Cracovia del 2000.

Qual è la definizione di un’opera d’arte?

Dalla citazione di Walter Benjamin, un’opera d’Arte è tale se possiede un qui e ora, una collocazione spazio-temporale che le fa assumere il ruolo di testimonianza storica, preservando così i suoi caratteri di unicità, autenticità e autorità… cosi viene riconosciuta un’opera d’Arte.

-Secondo te, si fa abbastanza per tutelare tutte le opere che si trovano nelle chiese del nostro Paese?

In Italia si trovano 55 Siti UNESCO, record mondiale al pari della Cina e 61 luoghi tutelati dal FAI, ma ci sono ancora grandi Siti di valore storico culturale abbandonati a loro stessi da molti anni, che richiedono un degno restauro e una giusta valorizzazione.

-Chi si occupa dei nostri beni culturali?

La Soprintendenza Beni Culturali. Ogni città ha una soprintendenza ed il suo compito è quello di vigilare sul nostro operato.

-Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Continuare nel settore del restauro e sviluppare qualche mio progetto sospeso per questioni di tempo libero.

Qualcosa su Daniela Ciriminna…

Innanzitutto desidero ringraziare la Dottoressa Magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali Milena Amelio, amica e collega per avermi supportato in alcune domande tecniche essendo io un tecnico del restauro.

Atelierista, decoratrice e restauratrice. In passato ho svolto corsi di pittura e laboratori artistici nel suo Atelier sito a Modena, un’esperienza che l’ha maturata in campo artistico … per lungo tempo e con grande ammirazione e stima è stata assistente dell’Architetto Rodo Santoro nel suo Atelier di pittura a Palermo..

E’ stata definita : creativa, intuitiva e sempre pronta ad affrontare nuove avventure…

E’ nata a Trapani nel 1971, da madre sarta e nonno paterno scultore. Dopo aver frequentato il liceo artistico completa i suoi studi all’Accademia delle belle Arti di Palermo e viene assunta come assistente di pittura dall’architetto Rodo Santoro nel suo Atelier di pittura dove lavora per molti anni fianco a fianco per mostre ed esposizioni dei suoi quadri .

Ha appreso a soffermarsi nella cura dei particolari durante la lavorazione dei suoi quadri ad olio. Nel 2000 ha iniziato un lungo percorso come restauratrice e decoratrice lavorando con passione e dedizione sia per Ditte che per privati, toccando con mano monumenti e opere importanti come ad esempio il Tempio di Esculapio nella Valle dei templi di Agrigento .

Le foto sono di Rosario Neri