Scrittori del nostro tempo Maurizio Piscopo incontra Francesca La Mantia

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Antonino Buttitta a proposito di Bagheria scriveva:-“ E’ un paese le cui strade per complesse vicende storiche che qui non è il caso di ricordare, sono affollate da geni imprevedibili anche se spesso improbabili. Tutti si sono sentiti grandi poeti, eccezionali pittori e comunque personalità uniche nei vari rami dell’economia, dell’arte e del sapere. E’ la Sicilia, sempre la Sicilia che si trasforma in crocevia delle idee, punto di incontro tra le civiltà”. Spesse volte ho scritto che Bagheria continua a dare al mondo grandi artisti. Con alcuni di loro ho avuto il piacere di confrontarmi, con Ignazio Buttitta, Giuseppe Tornatore, Ferdinando Scianna, Renato Guttuso. Del passato ricordo Giuseppe Bagnera, Francesco Scaduto, i medici Giuseppe Cirrincione e Domenico Scaduto. Del presente Franco Lo Piparo, Angelo Restivo, Carlo Puleo, Paolo Zarcone, Francesco Maria Martorana. Bagheria è la città delle ville. Ne possiede una ventina, barocche , neoclassiche, gotiche. Alla bellezza di queste ville sono legati anche grandi misteri… In questo straordinario paese ricco di fascino e di storia ho il piacere e la gioia di incontrare Francesca La Mantia, una scrittrice fuori dal comune che mi accoglie con un sorriso. Francesca ha uno sguardo magnetico che comunica intelligenza e creatività. Fa parte delle donne nostre, “ di quelle che non se ne fanno più”, che hanno occhi che sanno guardare lontano, quelle donne “toste”che non si arrendono. Nei suoi libri che girano il mondo non ci sono solo sogni, ma proposte concrete, argomenti importanti e fondamentali per la crescita di tutti i siciliani. Sono felice di averla incontrata grazie a Francesco Maria Martorana. Con questa intervista ho il piacere di farla conoscere ai lettori di Ripost e a tutti coloro che amano i libri come compagni di viaggio.

-Come e quando hai iniziato la tua attività di scrittrice?

Ho iniziato a fare la scrittrice nel 2016. In realtà questa domanda è un pò strana, perché io provengo dal teatro, dal cinema e dal documentario .

-So che hai fatto la regia per alcune produzioni…

Si esatto! Ho scritto dei saggi in collaborazione con varie persone, per il centro Mauro Bolognini e poi nel 2020 è uscito “Una divisa per Nino”, nel 2021 escono “La Mia Corsa”, “La Montagna Capovolta le migrazioni narrate ai bambini” e nel 2022 “Non è colpa della Nebbia”. Questi 4 libri, questa quadrilogia è una collana che ho voluto fortemente, realizzata con Gribaudo e Feltrinelli per raccontare la storia ai bambini e ai ragazzi. Quella storia d’Italia che non si racconta a scuola, che non si arriva a spiegare se non nelle giornate dedicate a questi argomenti.

-Quali temi hai affrontato nella tua scrittura?

Il fascismo, la mafia, la sicurezza, l’emigrazione.

-Chi sono i bambini dei tuoi libri?

I bambini dei miei libri si chiamano Nino, Pietro, Caterina, Rocco e Marta. Per me i bambini rappresentano il presente e non il futuro e quindi bisogna rivolgersi direttamente a loro, perché loro non hanno compromessi, non hanno grigiume. Per loro le cose sono bianche o nero, giuste o sbagliate loro credono nella verità.

-Come si spiega la mafia ai bambini?

Raccontando ad un bimbo che probabilmente ha una passione per il calcio e per la corsa e che però sta dalla parte sbagliata e a poco a poco si accorgerà tramite il calcio, tramite la corsa, attraverso gli incontri che fa di cambiare parte, di stare dalla parte della verità, della giustizia perché alla fine, la mafia è la partita di calcio pilotata dai mafiosi che ti fanno un favore a darti il pallone e seguono delle regole basate sulla sopraffazione e sulla violenza, mentre lo stato ti dà il pallone perchè è un tuo diritto e alla fine queste regole stabilite universalmente, male che va ti ammoniscono, ti espellono, ma non ti ammazzano.

-C’è una tradizione letteraria all’interno della tua famiglia, da chi hai preso ?

Mio padre era un critico cinematografico. Io ho preso da me stessa.

-Dove si svolge la tua vita?

La mia vita si svolge in perenne viaggio. Abito tra Palermo, Milano e adesso anche Roma.

Sono città nelle quali lavoro. Milano è una città che rimane nel mio cuore, sono stata 10 anni e ci tornerò presto. E’ una città dove lavoro che mi dà grandissimi stimoli dove c’è un grandissimo fermento A Milano alla Feltrinelli del Duomo presenterò “Non è colpa della nebbia” illustrato da Matteo Mancini, è l’ultimo libro che è uscito. Palermo è la città dove abito e dalla quale scrivo, mentre Roma è una città di appoggi, di lavori, di podcast, di case di produzioni televisive. Comunque non ci sono solamente queste città nella mia vita. I miei libri vengono presentati in tutta Italia e all’estero. Credo di essere una grande biblioteca ambulante perché giro, rigiro. L’anno scorso ho macinato 10.000 chilometri in macchina per portare il mio libro dappertutto, ho fatto una corsa personale col libro, perché è giusto che i libri non siano chiusi negli scaffali, nelle biblioteche o si comprino su Amazon. L’autore, lo scrittore si deve mostrare con il suo volto perché le parole che sono scritte sono una sua personale responsabilità.

-Quali difficoltà incontra una ragazza giovane come te in questo lavoro così complesso?

Non sono più giovane. Incontro moltissime difficoltà: dalla ricerca della pubblicazione di un libro con una casa editrice a livello nazionale, che sia presente nelle librerie, devo barcamenarmi nel trovare le case editoriali che poi non rispettano quello che dicono, alla mancanza di denaro e lo voglio dire apertamente, con la cultura in Italia non si guadagna e non si vive. Questo è un grandissimo peccato perché con la cultura si dovrebbe poter vivere.

-L’informazione in Italia è il nodo gordiano da sciogliere, in realtà la paura crea ignoranza , mentre la cultura sconfigge l’ignoranza e la prepotenza.

Forse non ci vogliono persone sapienti.

-Che tristezza le serate degli italiani! Cosa pensi dell’uso che è stato fatto dalla televisione in questi anni.

-Non è solamente la televisione, ormai sono tutti i mezzi di comunicazione così poveri di contenuti! La Tv addormenta è un sonnifero, una narcotizzante, qualcosa che deve far stare la gente tranquilla.

-Cosa pensi dei social?

I social se utilizzati bene sarebbero un grandissimo modo di comunicazione, un grandissimo canale, un lancio nel mondo. Il problema è che ognuno esprime il suo parere e io credo che la libertà di ognuno non è dire tutto quello che si vuole, ma finisce con il rispetto dell’altro e quando l’altro non si rispetta allora non funziona.

-Chi sono i tuoi scrittori di riferimento?

Shakespeare, Leopardi, Sciascia, Buzzati e Rodari .

-Cosa stai preparando, cosa stai scrivendo?

In questo momento sto scrivendo un testo teatrale e un podcast dei trent’anni della morte di Falcone e Borsellino.

-Credi nel destino?

No.

-Cosa consiglieresti al giovane che da grande vorrebbe fare lo scrittore?

Devi farlo. Nel momento in cui lo fai sei felice!

-Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Ricominciare a vivere serenamente e continuare a scrivere.

Biografia

Francesca La Mantia Classe 1985, scrittrice, sceneggiatrice, regista cinematografica e teatrale, docente di latino e italiano, Francesca La Mantia vive e lavora tra Milano, Roma e Palermo. Francesca La Mantia nasce a Palermo, dove si laurea con lode in Lettere Moderne, con una tesi sui Cineclub in Sicilia dagli anni ’50 ad oggi, e si specializza con lode in una tesi di Filologia Moderna ed Italianista, con una tesi di letteratura comparata sulle epigrafi del Il bell’Antonio di Brancati .

Debutta nel 2011 con uno spettacolo da lei scritto e diretto tratto dalle Operette Morali di Leopardi Destatevi Mortali nei teatri di Palermo e nelle scuole siciliane con numerose repliche.

Approda a Milano nel 2013, dove si diploma in Regia Teatrale alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi e successivamente, nel 2016 in Sceneggiatura cinematografica alla Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti. Nel 2014, con grande ambizione, crea un metodo per gli studenti DSA, tramite un progetto didattico tridimensionale che mette insieme, lettura, recitazione e disegno dal nome A.D.I.: ascolto, disegno, imparo. Inoltre, sempre nello stesso anno, inizia una collaborazione con il Centro Mauro Bolognini di Pistoia impegnandosi nella ricostruzione del rapporto tra letteratura e cinema nelle sceneggiature delle opere del regista stesso.

In seguito a questa grande collaborazione viene scelta per far parte della giuria degli sceneggiatori del concorso biennale Mauro Bolognini Film festival che premia la migliore sceneggiatura cinematografica tratta da un’opera letteraria.

Nel 2014 è finalista al Festival Cinematografico Ucca di Roma con il suo cortometraggio L’equilibrista in cui mostra la precarietà dei giovani laureati in Italia.

Dal 2014 al 2016 ha curato la parte artistica per eventi del Fuori Salone di Milano. Nel 2015 è vincitrice del concorso VideomakARS con il suo cortometraggio IncontrArti a Milano che viene promosso da Expo per i giovani talenti, insieme al Comune di Milano e alla Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti. Nel 2016 vince con il cortometraggio Milano Milano il concorso cinematografico MI-immagino promosso da USR Lombardia, Comune di Milano, Città metropolitana e Associazione Brand Milano per la progettazione di una megalopoli del futuro.

Il suo primo lungometraggio, La memoria che resta, un docufilm storico sulla guerra in Italia e sulla Resistenza con le testimonianze dei partigiani milanesi, è uscito a gennaio 2016 in concomitanza con la Giornata della Memoria ed è stato premiato fuori concorso al Sardinia film festival 2016.

Le foto di Francesca La Mantia sono di Maurizio Durante.