Ritratti: sindaci del nostro tempo Maurizio Piscopo incontra Salvatore Geraci

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Cerda è un paese della Sicilia molto conosciuto per la Sagra del carciofo e per la targa Florio. E’ un paese di cinquemila abitanti, che ospita 218 stranieri. A Cerda l’economia si fonda sul carciofo, ci sono ben dieci ristoranti. Qui si conoscono tutti e si rispettano. E’ uno dei borghi più belli d’Italia, un’oasi da scoprire dove la vita scorre tranquilla e serena, senza lo stress delle grandi città. Da segnalare la Festa di l’Abbaiata in onore della Madonna della Catena, meta di pellegrinaggio di molti fedeli che arrivano anche dai paesi vicini, da Aliminusa e da Monte Maggiore e fanno a piedi un lungo viaggio di circa 9 chilometri. Da segnalare “U Rincontru” nella giornata del Venerdì Santo, un avvenimento molto suggestivo e partecipato . Il Signore si ferma e la Madonna rincorre il figlio avvolta in un mantello nero che sventola per un centinaio di metri portata da venti persone. Qui si respira una forte identità della Nazione Siciliana come avrebbe scritto lo storico Massimo Ganci. In questi giorni il Sindaco di Cerda Dott. Salvatore Geraci ha scritto una lettera alla Redazione di Amici, (che riportiamo integralmente alla fine dell’intervista), per un episodio spiacevole nei confronti di tutti i siciliani.

Al Sindaco di Cerda poniamo alcune domande.

-Qual è l’obiettivo che vuole raggiungere con la sua lettera?

La Senatrice Liliana Segre, alla quale la mia Amministrazione ha conferito la Cittadinanza Onoraria, ha detto: «Non usate con leggerezza le parole, non fomentate odi e pregiudizi, non dividete gli esseri umani in astratte categorie, non offrite facili nemici a chi non cerca altro». Partendo da questa affermazione, che condivido pienamente, la mia lettera vuole essere un monito affinché non si passi dalla discriminazione di razza, genere o religione ad un più subdolo razzismo linguistico. Un illustre Professore di linguistica ha affermato che “la più pericolosa nozione di razza che dobbiamo temere è quella che deriva dalla convinzione che esistano lingue migliori e che dunque esistano persone migliori, non per i caratteri fisici ma per la capacità di comprendere e di comunicare”.

-Cosa ha provato quando ha sentito il commento infelice della nipote di Celentano sul diciottenne ballerino di Adrano?

Ho provato da prima stupore e poi tanto disgusto. Non potevo rimanere inerme, non potevo tacere. La lotta contro ogni pensiero discriminatorio e violento deve rimanere sempre viva, perché esso può scatenarsi contro chiunque in qualsiasi momento, come è successo a Nunzio.

-Su Alessandra Celentano hanno scritto che è una maestra di Amici, ma una maestra non si esprime in questo modo…

Esatto. Come ho scritto nella lettera un’insegnante ha il compito di guidare l’allievo in un percorso di crescita personale e professionale, offrendo gli spunti per migliorare i lati carenti e valorizzare i punti di forza. La Sig.ra Celentano, con la sua frase denigratoria rivolta a Nunzio, non ha assolto il suo compito di Maestra ma ha semplicemente mostrato livore verso una cultura che non è la Sua. Ha offeso la Sicilia, i Siciliani e la Sicilianità in tutte le sue forme.

-“ La Maestra Celentano ha detto:Parla male perché è siciliano”. Cosa si nasconde dietro questa frase?

Come già detto una subdola forma di razzismo linguistico; la Sig.ra Celentano, con l’aggravante del mezzo televisivo, si è assunta la responsabilità di aprire uno spazio fertile a chi intende discriminare le persone in base alla loro cultura ed origini.

-La maestra poi si è corretta, ha detto che ama la Sicilia, ma che cosa conosce di questa terra e dei suoi grandi personaggi?

Probabilmente nulla, visto quello che ha detto prima. Ma forse la domanda andrebbe rivolta alla stessa Celentano.

-Ogni giorno la nostra isola viene “crocifissa” da sceneggiati, da film di mafia e da battute infelici. E’ arrivata l’ora di fermare certe trasmissioni che devono fare più attenzione all’immagine della nostra isola.

Certe immagini, certe scene cinematografiche e alcune trasmissioni televisive hanno dato una rappresentazione della Sicilia che si confonde con la realtà, anzi ne è divenuta realtà stessa, creando icone che hanno dipinto la Sicilianità a tinte fosche: violenza, arretratezza, miseria. Ma la Sicilia non è stato solo questo, ed oggi non è sicuramente questo, anzi si affaccia al mondo una nuova Sicilia: storie di politici siciliani sicuramente non collusi, di donne siciliane imprenditrici e di giovani scrittori e registi di successo. Dobbiamo fermare i “fabbricanti di finta Sicilia”, i pregiudizi che hanno nutrito l’immaginario collettivo alimentato da una certa letteratura, dal cinema e dai mass-media più in generale.

-Carlo Levi ha scritto un libro straordinario dal titolo Le parole sono pietre. Con le parole si può costruire o distruggere il mondo.

Proprio così. Le parole sono pietre, ma possono essere anche mattoni con i quali costruire . Capire e non giudicare, parlare e non sputare sentenze, ascoltare per capire e non per attaccare ( citazioni di Don Ciotti). Ecco, torniamo al linguaggio, alle parole che una brava maestra utilizza per correggere, incoraggiare, esaltare un proprio allievo e non certo per denigrare.

-Lei è il sindaco di Cerda una città d’Arte molto conosciuta anche per le iniziative di Michele La Tona che sono rimaste nella storia. Cosa organizzerete per l’estate, ora che siamo fuori dalla pandemia?

Intanto sono impegnato a realizzare la 40° edizione della sagra del Carciofo, che dopo 2 anni, ritorna in presenza. Anzi approfitto per invitarLa a Cerda dal 23 al 25 Aprile. Successivamente ci dedicheremo all’Estate Cerdese che coincide col ritorno in loco dei Cerdesi nel Mondo.

-Lei ha scritto nessuno tocchi la Sicilia! Cosa intende dire?

Nessuno denigri la Sicilianità, le sue tradizioni, gli usi, i costumi, lo spirito di ospitalità, l’arte, il patrimonio archeologico, il clima. Nessuno tocchi le “Cento Sicilie” tentando di costruire, ad arte, un’immagine della Sicilia distorta e falsa.

-Quali sono i suoi progetti per il futuro?

Voglio rispolverare un vecchio progetto a cui ho lavorato in passato ovvero la creazione di un movimento che tuteli e difenda la sicilianità in tutti i suoi aspetti.

Testo della lettera del Sindaco indirizzata alla Redazione di Amici.

“Sig.ra Maestra Celentano,

sono Salvatore Geraci, orgoglioso Sindaco di Cerda, paese della splendida Sicilia.

Sabato, seguendo la trasmissione “Amici”, come milioni di Italiani, sono rimasto basito di fronte alla Sua poco felice esternazione sulle origini siciliane dell’allievo Nunzio che, a Suo dire, influenzano negativamente il suo eloquio.

“Ma parla così perché siciliano” è una frase denigratoria.

Con tale espressione denigra la lingua siciliana, la cultura siciliana.

Vorrei ricordare a me stesso che le prime opere di letteratura volgare sono nate in Sicilia alla corte dell’imperatore Federico II, grande mecenate, circondato sempre da geni della letteratura e dell’arte.

Il sonetto è una creazione di Giacomo da Lentini.

Dante, padre della letteratura italiana, elogia ed esprime ammirazione, nel De vulgari eloquentia, il siciliano e i suoi autori.

La letteratura moderna e contemporanea mondiale ammira i tanti straordinari scrittori e poeti siciliani, per citarne alcuni Verga, Sciascia,Camilleri, Pirandello, Quasimodo (questi ultimi due Premi Nobel per la letteratura).

Appena nel 2020 la siciliana Giovanna Giordano è stata candidata al premio Nobel per la letteratura.

Peppuccio Tornatore, ha vinto Il premio Oscar con “ Nuovo Cinema Paradiso”, votato come miglior film in lingua straniera, ed è siciliano!

I nostri uomini volano fino alle stelle, siciliano è Luca Parmitano.

Penso che non Le giungeranno nuovi i nomi di Eleonora Abbagnato e di Antonino Sutera, siciliani anche loro.

Le opere del Bellini risuonano in tutti i teatri del mondo. E così si potrebbe continuare ad elencare i grandi figli della Sicilia che hanno fatto e fanno la storia della cultura mondiale.

Il siciliano per la sua ricchezza di suoni, di sfaccettature, di espressioni particolari è strumento utilizzato da due mostri sacri della tv, che guarda caso sono pure siciliani, Pippo Baudo e Fiorello, due numeri uno, principi della comunicazione, straordinari mattatori.

La Sua frase mi ha ferito anche sotto un altro aspetto. La Sua espressione poco si addice a un’insegnante il cui compito è guidare l’allievo in un percorso di crescita personale e professionale, offrendo gli spunti per migliorare i lati carenti e valorizzare i punti di forza.

Quando penso ai giovani come Nunzio non posso non pensare al discorso di fine anno 2021 del Presidente della Repubblica, Professor Sergio Mattarella, illustre figlio della Sicilia, della mia amata Palermo, nel passaggio in cui cita il professore Carmina morto nel crollo di Ravanusa, in provincia di Agrigento, “Usate le parole che vi ho insegnato per difendervi e per difendere chi quelle parole non le ha. Non siate spettatori ma protagonisti della storia che vivete oggi. Infilatevi dentro, sporcatevi le mani, mordetela la vita, non adattatevi, impegnatevi, non rinunciate mai a perseguire le vostre mete, anche le più ambiziose, caricatevi sulle spalle chi non ce la fa. Voi non siete il futuro, siete il presente. Vi prego: non siate mai indifferenti, non abbiate paura di rischiare per non sbagliare”.

Proprio per non restare indifferenti, Maestra, credo sia opportuno un Suo messaggio di scuse nei confronti sia di una terra ricca di cultura, storia e valori sociali che dello stesso Nunzio”.

Il Sindaco                                                           Salvatore Geraci