Ritratti: scrittrici del nostro tempo Maurizio Piscopo incontra Giovanna Fileccia

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GOCCE

Gocce di rugiada sul manto della vita

Splendono

Abbagliano

Indicano la via della luce.

Giovanna Fileccia

da Sillabe nel Vento, Ed. Simposium 2012

Con le splendide immagini intrise di musica e di speranza tratte da una poesia di Giovanna Fileccia che si intitola Gocce ho il piacere di introdurre questa giovane affermata poetessa, scultrice, creativa, fantasiosa e sognatrice. Il modo di raccontare il mondo di Giovanna Fileccia stupisce e affascina perché legato ad altre forme d’arte come la scultura e la Poesia Sculturata. L’ho conosciuta ad una Mostra, curata da Margherita Musso, dal titolo Fibre di piombo, insieme a Tiziana Viola Massa che si è svolta a Palermo presso la galleria d’arte Spazio Almareni di Marco Cocciola. Quel pomeriggio ad attenderla ho trovato una folla incontenibile, quella delle grandi occasioni. Per un momento ho immaginato di essere ritornato a Parigi au Jardin de la Pomme, uno dei luoghi più suggestivi della mia gioventù. Seguire la mostra è stata un’esperienza indimenticabile. In quest’occasione è nata l’intervista che propongo ai lettori di Ripost.

-Quando nasce la tua passione per la poesia?

Da ragazzina. Dal momento in cui la poesia mi trovata non mi ha più lasciata. Ci amiamo a vicenda e viviamo in sincrono.

– Cosa ti ha ispirato la scrittura di Sillabe nel vento?

Sillabe nel vento è una poesia nella quale auspico un linguaggio senza le parole. È il titolo del mio primo libro (Ed. Simposium 2012), ma anche il titolo della mia prima mostra di poesia che ho allestito nel 2011 per la Settimana della Cultura a Cinisi: quattro pannelli alti due metri di sole parole, diciotto poesie che poi fecero parte dell’omonima pubblicazione nella quale ho inserito testi di poesia e prosa in italiano e in siciliano. Ma la poesia Sillabe nel vento, nel 2014, mi ha anche ispirato una delle opere di Poesia Sculturata che ha il seguente sottotitolo “La Montagna del caos e dell’equilibrio”.

-La Giostra dorata del Ragno che tesse e Marhanima Testo poetico e opere tridimensionali di Poesia Sculturata (entrambe Ed. Simposium 2015 e 2017) sono testi di poesia?

La Giostra dorata del Ragno che tesse è una raccolta poetica pubblicata da Ed. Simposium nel 2015 ed è incentrata sul rispetto, sulla costruzione dei giorni e sul libero arbitrio. Marhanima invece è un poema di circa seicento versi nel quale metto in similitudine gli uomini con gli elementi del mare e della terra. Marhanima è diviso in ventidue strofe e tra una strofa e l’altra rivivono le opere di Poesia Sculturata.

-Hai inventato una nuova forma d’arte molto originale la Poesia Sculturata, opere che realizzi partendo dalle tue poesie. Ne vuoi parlare?

Volentieri: nella mia visione la poesia si completa quando si intreccia agli elementi del “Tutto che mi attornia”. Una visione che diventa reale nel momento in cui materia e parola si intersecano in modo da dialogare, tramite me, tra esse stesse e con chiunque vi si accosti. Le sculture e le opere di Poesia Sculturata nascono dalle mie poesie, le quali sono fondamento di un concetto che, nel divenire materia, occupa uno spazio e si impone. Ho allestito tante mostre personali unendo la materia della Poesia Sculturata ai versi che l’accompagnano. È una forma d’arte nuova che suscita molta curiosità e interesse nel pubblico.

-Da due anni lavori insieme a Tiziana Viola Massa una bravissima artista e illustratrice molto conosciuta in Italia e all’estero. Insieme avete realizzato, prima on line dal tuo sito/blog* e adesso in presenza, la mostra Fibre di Piombo che ha visto una grandissima partecipazione e che ha coinvolto ed emozionato profondamente il pubblico di Palermo.

Fibre di piombo è una mostra al femminile, curata egregiamente daMargherita Musso, allestita a Palermo dal 11 al 25 marzo (2022); intreccia l’arte pittorica di Tiziana al mio esprimermi in poesia e materia: un incontro edificante e armonioso nel quale io e Tiziana ci siamo specchiate l’una nell’altra riconoscendoci simili nell’interiorizzare i concetti attraverso i simboli poiché, seppure diverse nell’esecuzione fattiva, siamo compatibili nei sottostrati che compongono le nostre opere. E così i dipinti di Tiziana si sposano e si intrecciano alla poesia e alla Poesia Sculturata di Giovanna. Fibre di piombo è il titolo di una delle mie poesie inedite e racchiude anche il tema della mostra che ha mantenuto, sia nella prima versione online che in presenza, i medesimi concetti: i segni e le rughe, le cicatrici e le ferite dell’anima, le radici e le origini, i fili e le fibre preziose che intessono sentimenti e legami, la preziosità dell’oro e dell’argento, “un lusso conquistato granello dopo granello” (poesia Cosmi gialli). La mostra ha intessuto fili blu, rossi e oro, e mentre era in corso, io e Tiziana abbiamo realizzato un’opera a quattro mani per dire la nostra sulla guerra: Tiziana ha dipinto Il Soldato che auspica un futuro roseo, e io ho realizzato la Poesia Sculturata Babilonia la cui poesia recita “Mi indio all’Uno”. Le due opere diverse per stile e materiali, sono unite da un filo di piombo che parte dalla torre di Babele e si incastra nel Soldato, simbolo dell’umanità tutta che desidera l’unità fraterna.

-Come vive a Terrasini un’artista che vuole raccontare la Sicilia?

Vive tra profumi mediterranei e paesaggi marini; tra espressioni colorite e porte che sbattono per lo scirocco; tra tramonti mozzafiato e cibi, dolci compresi, di una bontà unica; tra cieli per lo più azzurri e terre argillose; tra faraglioni e sabbia, quest’ultima sempre presente nelle mie sculture, e il linguaggio del mare al quale è dedicato “Marhanima”. Sono intrecciata alla mia terra e anche quando mi allontano da essa le sono congiunta attraverso le mani che si fanno radici profonde.

-Le tue poesie sono state utilizzate in importanti opere teatrali…

È vero, e di ciò ne vado fiera, non è usuale che le poesie di un’autrice, in siciliano per giunta, vengano scelte per essere interpretate nei teatri del nord Italia. Per tale straordinarietà ci tengo qui a ringraziare il regista veneto Riccardo Michelutti che ha voluto inserirle nei suoi spettacoli “Arrivederci fratello mare!” e “Qualcosa non comincia alla sua solita ora…” e la poetessa Rita Vita Marceca che insieme all’attrice Normanna Ferro le hanno interpretate sia in siciliano che in italiano. Inoltre, io stessa eccezionalmente ho interpretato in alcuni teatri, anche fuori dalla Sicilia, alcune mie poesie e il monologo inedito “Scossa”.

-Per alcuni anni hai fatto la radio. Cosa ricordi di questa bella esperienza?

Ricordo la sintonia che si era ricreata con il mio collega, il giornalista Piero Pirillo. Il nostro era un Talk Show nel quale, oltre che di musica, parlavamo di attualità, cultura, letteratura con i tanti ospiti che invitavamo in trasmissione. Ricordo le chiacchierate con gli opinionisti e le interviste agli artisti emergenti e ai personaggi di rilievo come Renzo Arbore, Marco Masini, Emanuela Villa, Vincenzo Mollica. Ciò che mi è rimasto dall’esperienza di conduttrice radiofonica è la capacità di improvvisare, la naturalezza nel districarmi tra argomenti seri e battute umoristiche. Inoltre ho affinato l’arte della comunicazione, della leggerezza, dell’empatia e, elemento importante, dell’ironia.

-Qual è il rapporto tra la poesia e la materia?

La prima è astrazione, l’altra è concretezza: insieme si compensano e, di conseguenza, attuano in me un processo di completezza. Nel mio mondo immaginifico-artistico la poesia e la materia hanno un rapporto di amicizia e di rispetto: seppure vivano in sincronia, riescono a mantenere ciascuna la propria identità. Oggi tra loro c’è un conflitto risolto, un nodo sciolto, una fluidità che richiama alla circolarità del mio creare nel rispetto dell’ambiente.

-E tra la materia e la letteratura qual è il rapporto?

Giuseppe a questa domanda rispondo come autrice di Oggetti in terapia. In questo mio romanzo la materia è co-protagonista insieme agli umani e, nella trama, è talmente stretto il rapporto tra materia e letteratura che il libro li personifica in quanto simbolo di entrambi gli aspetti che tu citi. Per me materia e letteratura procedono a braccetto e camminano con una perfetta alternanza di piede destro e piede sinistro. La materia si fa letteratura e la letteratura racconta la materia. Lo scrittore ha il compito di rendere tale connubio armonico e stratificato. E non solo.

-Ti ha mai aiutato tuo marito nella ricerca artistica?

La ricerca artistica è per me un percorso che parte dal nucleo di me stessa, fatto di riflessioni, di ascolto, di studio, di letture, di confronti e di crescita personale e artistica. Mio marito, finché è stato in vita, mi ha aiutata a riconoscere e ad accettare ciò che lui chiamava “i talenti”, negli anni mi ha spinta a espormi, a uscire dal mio “Guscio di lumaca” e oggi non posso che dirgli grazie per avermi accompagnata in questo sentiero a volte sabbioso, altre volte arioso, acquoso, a volte roccioso nel quale la fiamma dell’estro creativo è sempre stata accesa. Ad oggi la ricerca artistica è costantemente in atto e, in un certo senso, si alimenta da sé.

-Tu e tuo marito avete partecipato a mostre e rassegne di Presepi vincendo anche un primo premio con il vostro presepe artistico filosofico… La Sicilia vanta una grande tradizione sui presepi?

Il presepio è simbolo di luce, di amore, di speranza, di nuova vita. La Sicilia è bacino di antiche tradizioni legate al presepe, da quello vivente, o classico, da quello più o meno prezioso. Il presepio che io e mio marito Alessandro Di Mercurio realizzammo nel 2009 ha per titolo Il Gesù agli uomini e gli uomini al Gesù, è moderno e originale sia nella forma che nel concetto poiché anch’esso è ispirato ad una delle mie poesie “Metafore”. È un presepio rotondo che si sviluppa anche in altezza e rappresenta la doppia offerta tra gli uomini e il Gesù.

-Qual è il tuo rapporto con la spiritualità.

Ho una dimensione spirituale che, nei miei testi, sia poetici che di prosa – lavori teatrali compresi – ma anche nelle opere di Poesia Sculturata, spesso sbuca e io la lascio libera di esprimersi. Non potrebbe essere altrimenti. Il mio rapporto con la spiritualità è improntato sul sentimento panico e l’anima e lo specchiarvisi dentro. La spiritualità è, per me, un’intenzione che comprende l’agire attraverso il corpo, i pensieri e le azioni, un agire atto a travalicare la dimensione del sensibile.

-Secondo te gli uomini di oggi capiscono qualcosa della musica delle donne o vanno tutti ad orecchio senza partitura?

Posso essere sincera? Secondo me oggi è difficile comprendere l’altrui musica. È come se ogni persona suonasse uno strumento diverso con una sequenza musicale discordante che produce ritmi disarmonici. Ho l’impressione che ognuno, uomo o donna che sia, suoni a orecchio per sé stesso pretendendo, però, che l’altro capisca la propria musica. Il colmo del non ascolto. A proposito del rapporto tra uomini e donne riporto l’estratto di un articolo che ho pubblicato sul mio blog* dopo essere stata a Bologna il 25 novembre scorso (2021) per la giornata Internazionale contro la violenza sulle donne: “(…) abbiamo bisogno di credere che la realtà dei fatti e dei numeri cambi, che la violenza cessi, che la rabbia venga affrontata, che uomini e donne possano essere presi per mano da professionisti, psicologi compresi, e accompagnati verso la gentilezza e la gioia di accettare le diversità e gli altrui desideri affinché si possa vivere insieme: ciascuno con le proprie ‘armoniche differenze’. (…) Vorrei che ogni poro della pelle e ogni occhio e ogni battito cardiaco e ogni mano possa riempirsi di gentilezza per la donna e per l’uomo e per ogni essere vivente, formiche e erba compresi. Farnetico, dite? (…)”

-Chi sono i tuoi scrittori di riferimento e quale libro vuoi proporre ai nostri lettori?

Molti dei libri che ho letto mi hanno lasciato un guizzo, un qualcosa che oggi è la somma di innumerevoli parole e concetti assimilati e sedimentati. Le letture più belle le devo a Hernán Huarache Mamani, Agatha Christie, Dacia Maraini, Giovanni Verga, Luigi Pirandello, dei quali, tra gli altri, ho parlato nella mia rubrica “Ti racconto un libro”. Amo leggere e amo i libri, il loro odore, mi piace toccare la carta e assaporarne le parole. Ai nostri lettori consiglio un libro di Mamani dal titolo Gli ultimi curanderos dove la Terra è narrata come fonte di vita. Gli andini, scrive l’autore, percepiscono la Terra come una madre, la Pachamama, e la mettono in relazione alla donna in quanto fonte della creazione dell’uomo.

-Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

In cantiere ci sono dei nuovi progetti editoriali, uno riguarda la pubblicazione di una delle mie fiabe e uno invece proprio la Poesia Sculturata. In questo periodo sto scrivendo un nuovo romanzo e si sta delineando anche un bel progetto teatrale su uno dei miei monologhi. Inoltre intendo continuare a incontrare i lettori di tutte le età, allestire mostre, e promuovere gli autori emergenti attraverso le rubriche “Leggo e recensisco” e “Speciale cultura i protagonisti” dal mio blog*.

*Blog Giovanna Fileccia Io e il Tutto che mi attornia www.giovannafileccia.com

Biografia

“La vita di un artista è difficile a più livelli, sia dal punto di vista sociale che economico. Ma non mi sono mai arresa e oggi più che mai persevero nel portare avanti ciò in cui credo.” G. F.

Giovanna Fileccia è l’inventrice di una nuova espressione artistica che lei stessa ha denominato Poesia Sculturata: opere tridimensionali che dal 2013 crea prendendo spunto dalle sue poesie.

In questi anni si è affermata come poeta, scultrice, scrittrice, collaboratore giornalistico, blogger, drammaturgo, favolista, critico letterario, ideatrice e conduttrice di rubriche letterarie e di cultura e di laboratori pensanti e artistici, speaker radiofonico e presentatrice.

Con le sue opere di Poesia Sculturata ha allestito molte mostre personali tra cui: a Ustica, a l’Arsenale della Marina Regia e ai Cantieri Culturali alla Zisa, a Spazio Almareni a Palermo; alla galleria d’arte Labirinti Ideali e presso la Biblioteca Comunale a Terrasini; al Castello La Grua Talamanca a Carini, e a Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato a Cinisi.

Oltre a occuparsi di Cucito Artistico, è socia ALAB, organizza incontri culturali e laboratori, redige prefazione, recensisce e presenta libri di autori emergenti.

Invitata in convegni e nelle scuole per parlare della Poesia Sculturata che richiama al rispetto dell’ambiente e al reimpiego dei materiali, nonché al rispetto della Terra.

La casa editrice Ed. Simposium ha pubblicato i suoi libri:

-Sillabe nel Vento (2012), La Giostra dorata del Ragno che tesse (2015), Marhanima, Testo poetico e opere tridimensionali di Poesia Sculturata (2017), Seta sul petto, per Alessandro che Di Mercurio aveva la forza e l’empatia (2020).

La Casa Editrice Scatole Parlanti-Alter Ego ha pubblicato la prima edizione del suo romanzo: “Oggetti in terapia” (2019) Collana Voci.

Voce Narrante della VII edizione di Illustramente con la fiaba inedita “Aneris” che l’autrice ha scritto per l’occasione. Responsabile del settore Biblioteche per VIII edizione di Illustramente.

Ha partecipato a Il Maggio dei Libri e Libriamoci. Ha sottoscritto il Patto per la lettura con la città di Palermo.

Giudice in concorsi letterari e artistici, negli anni ha ricevuto riconoscimenti e premi per i suoi testi sia poetici che di prosa.

Giornalisti, critici letterari ed esperti d’arte e di cultura, si sono occupati della sua scrittura e della sua Poesia Sculturata.

Per maggiori informazioni potete visitare il blog* Giovanna Fileccia Io e il Tutto che mi attornia www.giovannafileccia.com