Ribera: Covid Hospital, ancora ritardi per mancata consegna attrezzature

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L’ospedale covid di Ribera, individuato dall’assessore regionale Ruggero Razza come presidio provinciale per ricoverare i malati colpiti da coronavirus, tarda ancora a decollare perchè parte delle attrezzature tecniche e scientifiche, ordinate da mesi, devono essere ancora consegnate. Questo è quanto ha dichiarato il commissario straordinario dell’Asp di Agrigento dott. Mario Zappia nel corso di un incontro molto ristretto svoltosi in ospedale per la consegna da parte di alcune associazioni che hanno donato un lettino chirurgico per la sala operatoria.


“Si può dire che abbiamo ricostruito l’ospedale di Ribera che nosocomio strutturalmente non era – ha detto il massimo dirigente agrigentino dell’Asp – creare una intera divisione, dalla a alla zeta, composta da 10 posti letto di terapia intensiva, di 10 di sub intensiva e di 40 postazioni di ricoveri covid ordinari non è una cosa facile. Avevamo dato e annunciato dei tempi di consegna dei lavori e di apertura della struttura, la le forniture però hanno subito pesanti ritardi, per la presenza forse delle variegate ordinazioni nazionali, e la divisione accusa una stasi per la mancata consegna dei materiali. Non sono in condizione di potere annunciare una data per l’apertura dell’ospedale covid fino a quando non vedrò scaricare le attrezzature”.
Allo stato attuale tutto il primo piano della struttura ospedaliera, destinata a cure covid, è un cantiere aperto. Tante maestranze lavorano a più non posso per completare i reparti ordinari, quelli della terapia sub intensiva e quelli dell’ intensiva. Mancano le colonne pensili da fissare al soffitto per i posti letto e le stesse testate a corredo dei lettini nell’area della terapia intensiva. Un po’ di macchinari sono arrivati, ma c’è attesa per la consegna delle altre attrezzature a corredo.
Da quando il commissario Zappia, da alcuni mesi, è arrivato ad Agrigento, fa una o due trasferte settimanali all’ospedale “Fratelli Parlapiano” di Ribera per seguire da vicino e di persona i lavori in corso che hanno subìto ultimamente un’accelerazione. Il suo obiettivo, in questo momento di generale pandemia, è quello di far diventare il nosocomio di un ampio distretto il fiore all’occhiello della sanità agrigentina.
“Gli ospedali agrigentini tutti hanno un forte gap tecnologico – dice ancora Mario Zappia – bisogna rinnovare il patrimonio delle attrezzature e bisogna farlo al più presto per offrire una sanità migliore e qualitativa. Siamo partiti da Ribera a causa della incombente pandemia. Bisogna lavorare per tutti i presidi e far funzionare la sanità. A Ribera ho trovato la piena disponibilità e collaborazione di dirigenti, medici, operatori sanitari ed autorità amministrative anche per il decollo dell’Hotel Covid che accoglie i positivi asintomatici”.
Il commissario Zappia è impegnato quotidianamente anche per il piano di vaccinazione provinciale anticovid, ma pare che in questo settore ci siano pure dei ritardi nella consegna delle dosi di vaccino. Intanto, quasi tutti gli operatori della sanità agrigentina sono stati vaccinati, con qualche operazione ancora in corso d’opera.